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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 793
RAGUSA - 13/07/2009
Sicilia - Lo conferma Luigi Crespi, il sondaggista ideatore del «contratto con gli italiani»

Sondaggio in 8 regioni per il gradimento del Partito del Sud

Non si sa ancora se l’aggregazione sudista sarà un partito, un movimento, un gruppo all’interno della grande casa del Pdl Foto Corrierediragusa.it

Otto regioni sotto osservazione. C’è un sondaggio in corso nelle regioni del mezzogiorno per capire quale è lo spazio per quello che sarà il nuovo Partito del sud. A confermarlo è Luigi Crespi, il sondaggista ideatore del «contratto con gli italiani» che si sta muovendo insieme al suo staff su preciso incarico di Gianfranco Miccichè.»

Miccichè è determinato a dare corpo, voce forma al nuovo soggetto - conferma Luigi Crespi dal suo studio dove lavora al progetto anche di domenica- L’interesse politico sia di Miccichè sia di Lombardo è che il partito del sud non sia solo un fatto siciliano. Come studio siamo nella fase preliminare ed il nostro obiettivo è di capire le idee dei cittadini del sud dal punto di vista sociologico e politico».

A muovere le fila del nuovo gruppo sono Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè che hanno fatto le grandi prove a Palermo con la giunta Lombardo bis. Non si sa ancora se l’aggregazione sudista sarà un partito, un movimento, un gruppo all’interno della grande casa del Pdl. «Si potrà capire meglio –dice Luigi Crespi- al congresso di Sorrento di giovedì e venerdì prossimi quando Miccichè incontrerà Marcello dell’Utri,Stefania Prestigiacomo e Antonio Martino». Lombardo per il momento si limita a dire «Noi siamo qui, vediamo chi ci sta. Attendiamo i fatti,per difendere la nostra gente bisogna anche essere pronti ad andare contro Berlusconi».

Il presidente della regione ha lanciato la sfida non solo politica ma anche nel merito dei fatti. Lombardo ha chiesto a Berlusconi i quattro miliardi di fondi Fas che spettano alla Sicilia o accelererà i tempi. Miccichè e Lombardo tuttavia hanno idee diverse rispetto alle alleanze. A Miccichè non piace infatti il dialogo che Lombardo intrattiene con gli altri leader del sud; il calabrese Loiero, la pugliese Poli Bortone, il campano Bassolino. Nell’area siciliana del Pdl è gelo verso Miccichè, già entrato nel mirino per la manovra alla regione ordita con Lombardo.

L’asse Schifani- Alfano tiene duro ed il guardiasigilli dice « Il partito del sud esiste già ed è il Pdl». Non la pensa così Lombardo che si muove a tutto campo, guarda oltre stretto ed intanto serra le fila in Sicilia cercando di aggregare forze che non si riconoscono ancora in Mpa. Non è un caso che proprio in terra iblea, in occasione dell’inaugurazione del porto di Marina di Ragusa, Lombardo ha tenuto una riunione con i possibili nuovi adepti del partito del sud; amministratori, consiglieri provinciali, comunali, professionisti, che stanno male nel Pdl ed hanno mal di pancia a sinistra. Il partito del sud attrae ed al momento sembra la medicina giusta somministrata dal dottor Raffaele Lombardo da Catania.

IL DISCORSO DI LOMBARDO A ROMA
"Non è che i nostri parlamentari a Roma possono babbiare...". Ha usato il dialetto per essere più chiaro e preciso il leader dell´Mpa, Raffaele Lombardo, al termine della riunione del comitato federale del partito che si è svolta in un albergo romano. Piatto forte della discussione? Il partito del Sud. Che a dire il vero per Lombardo c´è già.

"Il partito del Sud non dobbiamo fondarlo. C´è già e va rafforzato - ha detto -. Deve fare meglio e fino in fondo il proprio dovere. Sulla stampa leggo dichiarazioni sudiste", ma per Lombardo bisogna capire se sono fatti o solo parole". Come? "In Parlamento - spiega il presidente della Regione Siciliana - ci sono provvedimenti che oggi penalizzano il Mezzogiorno: l´Mpa non li voterà. Vediamo cosa faranno gli altri".

È questo che intende quando dice che deputati e senatori autonomisti "non possono ´babbiare". Non voteranno mai qualcosa che andrà contro il Sud e la Sicilia. Lombardo in questo senso non ha dubbi: tra il Cavaliere e il Mezzogiorno sceglie quest´ultimo. Dando però la colpa di non aver rispettato i patti al premier: "L´alleanza con il Pdl c´era. Ed era fondata su un patto, che ad oggi non viene rispettato".

Dunque il governatore siciliano è pronto a lanciare la sua sfida al Cavaliere anche minacciando il ritiro della fiducia: "Noi dell´Mpa siamo anche disposti a non votare la fiducia al governo e a rimodulare la nostra presenza nell´esecutivo in coerenza con quanto detto sul Mezzogiorno per fare valere un patto che sta alla base dell´alleanza. Un patto che prevede più infrastrutture e più trasferimenti finanziari al Sud e maggiori tutele all´ambiente e che va rispettato dal nostro contraente, che è il presidente Berlusconi".

Quindi conclude: "Tra noi e il presidente Berlusconi c´è un patto che abbiamo sottoscritto prima delle politiche. E i patti vanno rispettati". Che Lombardo voglia focalizzare l´asse dell´alleanza in maniera diversa è chiaro anche dalle sue parole sulla Lega. Per cui ha parole di elogio: "La Lega è l´unico interlocutore politico che abbiamo. Il resto sono solo grandi aggregati ideologici". Un´alleanza che va strutturata a partire "dal legame con il territorio. Crediamo nel federalismo e vogliamo dare una mano a questa rivoluzione che farà uscire dalla marginalità il Mezzogiorno".

Il messaggio di Lombardo va a chi nel Pdl, come Gianfranco Miccichè e Marcello Dell´Utri, sta lavorando a un partito del Sud e prepara una convention nei prossimi giorni a Sorrento. Convention a cui Lombardo non prenderà parte.

"In Costiera ci andrò con moglie e figli ma a settembre...", scherza. Non è una frenata sul partito del Sud, che dovrà nascere - per Lombardo - "dalla convergenza di personalità e gruppi diversi: io non rinnego l´alleanza col centrodestra, ma non mi ci impicco. Le alleanze si fanno sui programmi: non è un matrimonio, dove Dio ha unito e guai a chi li separa. Il Partito del Sud deve avere le mani libere, con delle contropartite precise".

E allora chi entrerà nel nascituro partito dovrà abbandonare la logica di appartenenza al partito d´origine. "Altrimenti - conclude leader Mpa - il partito del Sud diventa una succursale di un grande partito di centrodestra. Una succursale del Pdl". E il discorso, sottolinea, è valido anche per Miccichè e Martino. "Oggi siamo noi l´unico partito attento al territorio, ma non vogliamo essere prevalenti nel partito del Sud, ma più siamo e meglio è".

In occasione della visita in provincia per l´inaugurazione del Porto turistico di Marina di Ragusa, Lombardo ha incontrato gli autonomisti iblei per parlare brevemente del prossimo futuro, sotto l´egida del Partito del Sud. Maggiori dettagli li fornirà nei prossimi giorni Riccardo Minardo.

(Nella foto sopra da sx Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè. Nella foto sotto il sondaggista Luigi Crespi)