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RAGUSA - 11/06/2009
Sicilia - Palermo: la nuova composizione resa nota da un comunicato notturno

Giunta regionale: le deleghe distribuite da Lombardo

Adesso la prossima mossa tocca a Pdl e Udc

Raffaele Lombardo rompe gli indugi e fa il primo passo. Dopo avere nominato nove assessori della sua giunta bis ha assegnato le deleghe. A Gaetano Armao va la delega alla Presidenza e ad interim quella ai Beni Culturali. A Marco Venturi l’Industria. Alla Sanità confermato Massimo Russo. Il Turismo a Titti Bufardeci. Luigi Gentile torna ai Lavori pubblici e si occuperà ad interim del Lavoro. Il Territorio rimane a Pippo Sorbello, così come la Cooperazione e Pesca a Roberto Di Mauro. Michele Cimino resta assessore al Bilancio, con delega ad interim all’Agricoltura. La delega alla Famiglia rimane ad interim al Presidente Lombardo, in attesa di risolvere le procedure per attribuire la delega a Caterina Chinnici.

A margine la giunta Lombardo ha nominato Giovanni Bologna, già commissario straordinario del comune di Modica, direttore dell’assessorato Lavoro, e Alessandra Russo dirigente generale dell’Ispettorato Lavori Pubblici. La mossa di Lombardo arriva prima del colloquio che il presidente avrà con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi per sbrogliare la matassa Sicilia. « Prima di tutto «annuncia Lombardo -parleremo dell’assegnazione dei fondi Fas. Partiremo da lì».

Nel Pdl , area Schifani-Alfano, la assegnazione delle deleghe è stata salutata con un siluro dal presidente dell’Ars Francesco Cascio che non lascia spazio a tante interpretazioni ed, anzi, fa comprendere come il completamento della squadra di giunta potrebbe non bastare a togliere ogni dissapore tra le forze che hanno portato, nel 2008, Lombardo alla presidenza della Regione Sicilia.

«Mi auguro che il premier non si accontenti dei tre posti liberi in giunta che Lombardo ci ha lasciato e chieda invece di riaprire un confronto partendo però dall’azzeramento della giunta, che è frutto di trattative condotte separatamente con pezzi di partito. Se Berlusconi accettasse di farne parte, legittimerebbe questo metodo e chi nel Pdl lo ha portato avanti. A quel punto non avrebbe senso restare in un partito che legittima posizioni assunte da alcuni solo per interesse personale».