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RAGUSA - 05/06/2009
Sicilia - Aziende edili gestite da Cosa nostra nel Palermitano

Mafia: acqua e cemento per gli appalti pubblici

Avrebbero monopolizzato il mercato della Sicilia occidentale utilizzando calcestruzzo depotenziato: quattro gli ordini di custodia cautelare Foto Corrierediragusa.it

Imprese edili gestite da presunti mafiosi, ma intestate a prestanome, realizzavano appalti pubblici utilizzando nei lavori che eseguivano calcestruzzo di qualità inferiore da quello previsto. La vicenda emerge dall´indagine dei carabinieri del Gruppo di Monreale e della compagnia di Partinico, che stamani hanno eseguito quattro ordini di custodia cautelare nei confronti di persone a cui sarebbero state intestate fittiziamente beni e società, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali a cui uno di loro era sottoposto.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, e sono stati eseguiti nelle province di Palermo e Trapani. Il giudice ha pure ordinato il sequestro di cinque impianti di calcestruzzo e una società di trasporto. Secondo gli inquirenti, gli indagati avevano creato un monopolio di fatto nel settore del calcestruzzo acquisendo importanti appalti privati e pubblici tra cui alcuni lavori all´aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo e a Trapani Birgi. Per gli investigatori il giro di affari, tra valore dei beni sequestrati, appalti acquisiti e fatturato annuo, è superiore ai 50 milioni di euro.

L´operazione, denominata "Benny", ruota attorno a un imprenditore, Benedetto Valenza, di Borgetto (Palermo), che è tra gli arrestati. Altri provvedimenti sono stati notificati a Balestrate, Partinico e Castelvetrano (Trapani) nei confronti di tre indagati nei cui confronti il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Si tratta di Salvatore Timpa, 51 anni, di Balestrate; Francesco Romano, 51 anni, di Borgetto e Salvatore Lo Bello, 47 anni, di Castelvetrano.

La Dda ha inoltre notificato tre avvisi di garanzia con le ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture e truffa aggaravata ai danni dello Stato nei confronti dello stesso Valenza, Gaspare Mirabile, 32 anni, di Castelvetrano (ritenuto un prestanome di Valenza) e Filippo Misuraca di 36 anni, originario di Palermo, ma residente a Partinico, titolare della ditta che si è aggiudicata i lavori, appaltati dal ministero per le Infrastrutture, per la costruzione del commissariato di polizia di Castelvetrano.

Valenza è indicato come figlio e nipote di vecchi esponenti mafiosi di Borgetto, collegati a loro volta con il clan del boss Gaetano Badalamenti. In passato è già stato arrestato per mafia e poi prosciolto. I giudici, però, pur assolvendolo, evidenziavano la sua costante vicinanza al clan mafioso dei Vitale, tanto che nel 2001 era possibile confiscarne l´impero industriale: appezzamenti di terreno, beni immobili e mobili, 5 imprese operanti nel settore della produzione del calcestruzzo e dell´edilizia tra le quali la Calcestruzzi del Golfo srl di Borgetto.

Nonostante queste confische, l´indagato era riuscito in questi anni a ottenere il monopolio della produzione-fornitura di calcestruzzi e conglomerati bituminosi nella provincia di Trapani e nella parte occidentale della provincia di Palermo attraverso l´intestazione fittizia di beni e società a terze persone. Valenza avrebbe quindi continuato a gestire 5 impianti di calcestruzzo e una società di trasporto merci.

Valenza per ottenere maggiori guadagni nei lavori che eseguiva, forniva calcestruzzo con minore quantità di cemento rispetto a quella che i clienti avevano richiesto. Ciò avveniva soprattutto negli appalti pubblici. Ordinava ai propri collaboratori, a ogni nuova fornitura, di trasportare inizialmente, per i primi giorni, il cemento previsto e successivamente, approfittando dei minori controlli da parte dei direttori dei lavori, ordinava di diluirlo aggiungendo acqua nelle betoniere o addirittura caricandole con minor quantità di quella richiesta.

Per questo motivo, il gip ha disposto il sequestro dell´immobile destinato a commissariato di polizia, in costruzione a Castelvetrano (Trapani). Le analisi hanno dimostrato l´utilizzo di un calcestruzzo depotenziato che pregiudica la stabilità dell´edificio. Nei prossimi giorni saranno estesi i controlli in tutti i cantieri in cui Valenza ha fornito calcestruzzo.

Fondamentali sono state le intercettazioni telefoniche: l´impiego del calcestruzzo depotenziato è stato, infatti, scoperto, nell´ambito di un´indagine parallela, relativa al trasferimento fittizio di beni, condotta dalla Dda a carico delle stesse persone indagate ora per frode nelle pubbliche forniture.

(Fonte: lasiciliaweb.it)