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RAGUSA - 28/05/2009
Sicilia - Il coordinamento nazionale non perde tempo

Bufera Pdl, sospesi Bufardeci, Cimino e Gentile

I tre nuovi assessori della giunta Lombardo sono out Foto Corrierediragusa.it

I fulmini di Sandro Bondi sui tre assessori Pdl della nuova giunta Lombardo. Il coordinamento nazionale del partito, costituito da Bondi, Ignazio la Russa e Denis Verdini, ha infatti sospeso in via cautelare i tre parlamentari che hanno detto sì al presidente Lombardo entrando a far parte della giunta. Si tratta di Giombattista Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile cooptati da Lombardo nella compagina amministrativa del Lombardo bis.

Il coordinamento ha preso atto della nota dei coordinatori regionali Giuseppe Castiglione e Domenico Nania , il cui appello ai tre ribelli non è stato recepito dagli interessati. «La particolare delicatezza del momento, la gravità del loro comportamento e l´urgenza di dare una risposta anche per il disorientamento provocato nel partito a pochi giorni dalle elezioni« è la motivazione con la quale i tre sono di fatto fuori dal Pdl.

Nel partito si apre ufficialmente la guerra tra l’area Miccichè e quella di Schifani-Castiglione. Miccichè dal suo canto ha detto « Chi tocca loro , tocca anche me» facendo intendere che ha già il colpo in canna. Per il presidente Raffaele Lombardo la battaglia cè aperta. A quando il prossimo colpo?


DIECI NOMI PER LA GIUNTA LOMBARDO




La nuova giunta Lombardo è fatta. L’ha annunciata il presidente Raffaele Lombardo in una conferenza stampa tenuta a palazzo D’Orleans.

Il presidente ha scelto nove dei dodici assessori che fanno parte di una giunta snella ed a metà tra la componente tecnica e politica. Lombardo ha tenuto per sé tre deleghe non ha ancora pensato alle deleghe ma ha scelto Roberto Di Mauro e Giuseppe Sorbello di Mpa, confermati Luigi Gentile,ex An, Giombattista Bufardeci e Michele Cimino, esponenti dell’area Pdl che fa capo a Gianfranco Miccichè.

Quattro i tecnici, il riconfermato Massimo Russo, Sanità; i nuovi Caterina Chinnici, figlia del giudice ucciso dalla mafia nel 1983, magistrato. Marco Venturi, vice presidente di Confindustria Sicilia, Gaetano Armao, avvocato amministrativista, ex sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, che su suggerimento di Dore Misuraca, Pdl, ha preso il posto di Gianni Puglisi,Fondazione Banco Sicilia, che è stato nella lista degli assesori fino all´ultimo minuto.


Restano a disposizione due posti in giunta che Lombardo tiene liberi per proseguire la trattativa con il resto del Pdl, l´area che fa capo al coordinatore regionale Giuseppe Castiglione e al ministro della Giustizia Angelino Alfano, e con l´Udc di Salvatore Cuffaro che per il momento ha annunciato di "voler stare all´opposizione di questo governo". Il Pdl ha comunque messo sul chi vive Lombardo « Niente fughe in avanti e furbizie – dice Ignazio La Russa. Lombardo attenda la conclusione delle elezioni europee prima di definire il tutto».


LE ANTICIPAZIONI DI LINO LEANZA

Lino Leanza conferma. Entro oggi Raffaele Lombardo (nella foto) nominerà i nuovi assessori chiudendo la crisi aperta tre giorni fa. Il segretario regionale di Mpa ha anche confermato che sarà una giunta formata da tecnici e politici, tra cui rappresentanti di Pdl vicino al viceministro Gianfranco Miccichè che ha bocciato l’invito del coordinamento nazionale di non aderire alla nuova giunta Lombardo, pena la fuoriuscita dal partito.

"Basta tatticismi e perdite di tempo – ha dichiarato Leanza all’Agi - già entro oggi potremo avere la nuova giunta. Il Pdl ci aveva chiesto 48 ore, poi ci ha chiesto dieci giorni, e, ancora, il dibattito all´Ars. Non possiamo stare alle loro condizioni. La Sicilia non può stare alle condizioni del Pdl. Dunque, la soluzione che si prospetta - dice chiaramente Leanza- è quella di un governo istituzionale in cui il Parlamento e tutte le forze politiche che vogliono confrontarsi sono importanti. Molta gente si e´autoproposta, perchè questa sfida sta piacendo da morire. E’ vista come un atto di grande coraggio e responsabilità".

Nella nuova giunta Lombardo conferme per i tecnici Massimo Russo e Giovanni Ilarda, Titti Bufardeci e Michele Cimino, entrambi vicini a Miccichè. Tra i nomi nuovi quali tecnici l’ex questore e prefetto di Catania, Giovanni Finazzo, molto stimato da Lombardo, Caterina Chinnici, figlia del giudice assassinato dalla mafia, altri nomi dell’ultima ora il regista Davide Rampello, presidente della Triennale, Gianni Puglisi, presidente della fondazione Banco di Sicilia, ed il presidentre della camera di commercio di Caltanissetta, Marco Venturi. Domani mattina Lombardo scioglierà gli ultimi dubbi ed annuncerà i suoi uomini ma la tempesta Pdl Udc si annuncia su di lui.


PDL E UDC CONTRO LOMBARDO

E´ scontro tra il presidente dell´Mpa Raffaele Lombardo e i vertici degli alleati Pdl e Udc, dopo l´azzeramento della giunta regionale decisa dal Governatore della regione.

In una nota congiunta al termine di un vertice dei Coordinatori nazionali del Pdl e dei coordinatori regionali del partito, viene definita "inaccettabile nei tempi e nei modi" la scelta di Lombardo, che, tra l´altro aveva accusato Berlusconi di non avere rispettato il patto con gli elettori. Nella nota si afferma che "nessun aderente al Pdl che voglia rimanere tale potrà accettare richieste di partecipazione a governi decisi con queste modalità".Un avvertimento, quello dei coordinatori del Pdl alla corrente che fa capo al sottosegretario Ginafranco Miccichè, in procinto di entrare nella nuova giunta, il quale ha detto: "non entrare nella nuova giunta equivale a smentire il voto popolare, Lombardo fa bene ad andare avanti".

Secondo Bondi, La Russa e Verdini, Lombardo "avrebbe agito in modo inspiegabile e a pochi giorni dalle elezioni europee in cui si sta impegnando perché il suo partito ottenga il 4%". Viene comunque lasciata la porta aperta per un eventuale dialogo, attraverso un "tavolo di discussione che coinvolga tutte le forze politiche che hanno vinto le elezioni regionali".

Anche l´Udc, per bocca del suo segretario regionale Saverio Romano, ribadisce che "non entrerà in nessuna giunta senza il Pdl" perché "fedele all´alleanza votata dai siciliani alle elezioni".

Il Pd non fa aperture di credito a Lombardo, né ha intenzione di dare appoggi ma resta alla finestra nella convinzione che le contraddizioni esplose in Sicilia non sono di facile soluzione. Questo quanto deciso dal Pd in un vertice convocato a Roma dal segretario Dario Franceschini dopo la crisi del governo regionale.

Anche se Lombardo non avrebbe ancora avanzato proposte formali al Pd pur spiegando di essere pronto a formare un nuovo governo "con chi ci sta", il vertice del Pd ha deciso che, almeno in una prima fase, i democratici staranno fuori da ogni forma di coinvolgimento politico.

Tra il presidente Lombardo ed il Pdl, è il ragionamento dei big del Pd, è in atto uno scontro a dieci giorni dalle elezioni regionali e amministrative. Da qui la decisione di restare ad osservare i problemi della maggioranza e di, racconta un esponente del Pd, "lasciarli cuocere nel loro brodo".

Lombardo dal canto suo va avanti e minaccia di formare una giunta di tecnici e con chi nell´Udc e nel Pdl starà dalla sua parte. "Farò un governo che si baserà su un programma - ha detto il Governatore -,mi auguro che ci sia anche il Pdl, anzi, sono certo che sarà". "I dissensi registrati negli ultimi tempi sono stati su una riforma sanitaria che ci ha fatto risparmiare 400 milioni di euro e su un piano di risparmio energetico che ha ricevuto persino l´elogio di Jeremy Rifkin". Infine, Lombardo ha rivendicato il suo diritto di governare con "trasparenza ed efficienza" poiché "eletto direttamente dalla gente". (Fonte: repubblica.it)


CASINI SU LOMBARDO: "O CE LA FA O SE NE VA A CASA"

Lombardo come Soru. «Se il presidente della Regione non ce la fa tutti a casa e si vada alle elezioni». Pier Ferdinando Casini detta la sua strategia a proposito della evolversi della crisi a Palermo ed invoca l’esempio del governatore della Sardegna Soru che ha sciolto il consiglio regionale ed è andato alle urne.

«Se abbiamo un presidente della Regione che si preoccupa di più dei pasticci tra gli assessori, allora sciogliamo l´Assemblea regionale. Non abbiamo paura delle urne, non abbiamo paura neanche di Lombardo, perchè siamo convinti di prendere assai più voti di Lombardo anche alle elezioni europee".

Sullo sfondo della crisi c’è infatti la competizione per le europee e nel Pdl c’è chi sostiene che il colpo di scena di Lombardo è stato dovuto ad attirare l’attenzione su Mpa per fare superare al partito la soglia del 4 per cento.

Francesco Cascio , presidente dell’assemblea, ha deciso di convocare per il 3 giugno o al massimo per il giorno dopo l’assise accogliendo la richiesta di 37 parlamentari Pdl ed Udc. All’ordine del giorno la discussione sulla crisi. La convocazione di Cascio è irrituale, ma tiene conto dell’emergenza, in quanto l’assemblea aveva deciso di sospendere le sedute in concomitanza con le europee e di riprendere i lavori in aula il 10.