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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 864
RAGUSA - 23/05/2009
Sicilia - Pochi i cittadini affacciati ai balconi per assistere al passaggio del corteo di studenti

Napolitano ricorda Falcone e Borsellino nel 17° anniversario

Rita Borsellino: "Se le istituzioni fossero più presenti accanto a questi giovani, la mafia sarebbe già stata sconfitta" Foto Corrierediragusa.it

Inizia con la voce rotta dall’emozione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il suo ricordo di Giovanni Falcone nell’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo. A 17 anni dalla strage di Capaci (in cui persero la vita il giudice antimafia, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro), Napolitano sottolinea che «mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita». Commemorando Falcone, il capo dello Stato, che ha anche incontrato i familiari delle vittime di mafia, ha detto che nella lotta alla mafia conta «la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto», e ha sottolineato che essa «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli».

IL RICORDO - «Nel luglio del´93 - ricorda il capo dello Stato - ero stato a Catania da presidente della Camera per unirmi a una grande manifestazione in onore di Paolo Borsellino, nel primo anniversario del massacro oridito dalla mafia per eliminarlo. E nel segno di questa continuità da me profondamente sentita, che si colloca la mia presenza oggi come Capo dello Stato, quello Stato che in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha avuto dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per la cause della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo e sempre continueremo a farlo - ha aggiunto il presidente della Repubblica - come grandi esempi morali per i giovani e per tutta Italia».

«BUONA POLITICA E SVILUPPO CONTRO LA MAFIA» Gli applausi interrompono quattro volte il discorso del capo dello Stato. La prima quando Napolitano ricorda proprio il maxiprocesso antimafia. Poi quando il presidente della Repubblica cita il suo «più profondo apprezzamento per tutte le associazioni antimafia, antiracket ed antiusura come "Addio Pizzo" e "Liberofuturo" per il loro impegno e la loro tenacia». Lo stesso accade quando lo stesso apprezzamento va «a quei tanti imprenditori e commercianti che hanno alzato e stanno alzando la testa» e ad «organizzazioni come la confindustria siciliana, sostenuta da quella nazionale» per le sue «scelte nette e coraggiose». Emma Marcegaglia, che ha da poco preso la parola dopo i ministri Gelimini, Alfano e Maroni, abbassa a questo punto lievemente la testa, in segno di ringraziamento. Quindi «omaggio a quegli uomini di governo e alle forze parlamentari che assecondarono gli sforzi e le ide di Falcone e Borsellino». Oggi «lo Stato democratico deve fronteggiare, sulla base dei rilevanti successi conseguiti anche di recente, le organizzazioni criminali in tutte le loro espressioni, quelle tradizionali come quelle nuove, inserite in un contesto mondiale profondamente mutato». In questo ambito di «innovazione e sviluppo dell´iniziativa antimafia si conferma vitale il ruolo di una istituzione voluta da Falcone e Borsellino, la Procura Nazionale Antimafia, oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza, dirittura ed autorevolezza». «Occorre più che mai assicurare alla procura nazionale antimafia la possibilità di operare in un clima di leale, piena collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzioni».

«EMOZIONATO» - Oltre al capo dello Stato, sono presenti all´Ucciardone il ministro degli Interni Roberto Maroni, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. «Non è la prima volta che vengo qui, rinnovo l´emozione che ho provato altre volte» ha detto Napolitano appena arrivato all´aula bunker. Il capo dello Stato ha salutato una parata di studenti che lo attendevano all´entrata.

LA NAVE DELLA LEGALITÀ - Nell´aula bunker dell´Ucciardone, ad ascoltare le parole di Napolitano, circa 1.500 studenti provenienti da tutta Italia: guidati dal ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, sono arrivati a Palermo a bordo della nave della legalità. A aprire le commemorazioni è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione che organizza da anni le manifestazione per gli anniversari dell´eccidio di Capaci.

MARONI - Lo Stato, ha assicurato Maroni rivolgendosi agli studenti presenti nell´aula bunker dell´Ucciardone «continuerà con determinazione il suo impegno contro la mafia». «In questo modo - ha aggiunto il ministro - intendiamo onorare la testimonianza di un uomo, Giovanni Falcone, che 500 chili di tritolo non hanno potuto cancellare dalla nostra memoria. Lo Stato c’è». Da parte sua il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha annunciato un ulteriore inasprimento del carcere duro: «Entro un mese il carcere duro verrà ancora inasprito. I boss, poi, non potranno più lasciare i loro soldi ai figli. Faremo del contrasto alla mafia la lotta morale da dedicare a tutte le vittime» ha detto il Guardasigilli.

(Fonte: corriere.it)


OLTRE 2.500 STUDENTI IN CORTEO: "PALERMITANI, VENITE FUORI DALLE VOSTRE CASE"

Al grido di "Giovanni e Paolo" è partito dal bunker del carcere Ucciardone di Palermo il corteo di oltre 2.500 studenti, provenienti da tutta Italia, nel capoluogo siciliano per il 17° anniversario della strage di Capaci.

I giovani come sempre hanno puntato su via Notarbartolo all´albero Falcone, divenuto ormai tra i luoghi simbolo della lotta alla mafia. Lungo il percorso molti gridano "venite fuori" per incitare gli abitanti delle strade attraversate a unirsi a loro. Sono pochissimi i cittadini affacciati ai balconi per assistere al passaggio del corteo; a differenza degli altri anni, nessun lenzuolo con le immagini di Falcone e Borsellino è stato appeso alle finestre.

In testa al corteo i ragazzi marciano tenendo in mano uno striscione con scritto "Insieme per non dimenticare". Tra gli studenti anche gli alunni dell´Itis dell´Aquila, la cui scuola è stata danneggiata dal sisma, ma anche Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato, e il vicesindaco di Palermo Mario Milone. Tra la folla il senatore del Pd Giuseppe Lumia che dice amaramente: "La politica, in Italia, non ha mai fatto della lotta alla mafia una reale priorità".

Un corte parallelo è partito contemporaneamente da via D´Amelio: esibisce uno striscione con su scritto "Verità e giustizia, addio mafia" ed è composto da oltre 500 studenti di scuole elementari e medie. Tra le persone in marcia anche don Luigi Ciotti e Rita Borsellino.

"Se ci fossero istituzioni più perseveranti accanto a questi ragazzi già la mafia sarebbe stata sconfitta. La memoria è il loro futuro", afferma la sorella del giudice Paolo, ucciso il 19 luglio del ´92 con un autobomba proprio in via D´Amelio.

"Credo che Falcone e i ragazzi della scorta oggi sono contenti perché è stato dato un nome ai mandanti dell´omicidio Rostagno. Fra i beni sequestrati c´è anche la Calcestruzzi ericina", dice don Ciotti, presidente di Libera. "Il loro sacrificio non è stato inutile - aggiunge -, bisogna continuare a cercare la verità. Il 70% dei familiari delle vittime di mafia non conosce la verità. Oggi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato un monito importante".

All´arrivo all´Albero Falcone un minuto di silenzio per ricordare l´ora esatta, le 17.58, in cui il tritolo di Cosa nostra spazzò via a Capaci le vite del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta. Ad annunciare il silenzio il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che insieme ad alcuni ragazzi della consulta degli studenti recita brani tratti dalla "Ballata dei bambini morti di mafia" di Violante.

Il minuto di raccoglimento in via Notarbartolo arriva dopo alcuni momenti di ilarità con i comici Ficarra e Picone. Sul palco, allestito sotto l´albero, anche Maria Falcone. Secondo gli organizzatori sono circa 10 mila le persone che stanno partecipando alla manifestazione.

(Fonte: lasiciliaweb.it)