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RAGUSA - 08/05/2009
Sicilia - Palermo: procede l’inchiesta giudiziaria sull’assunzione per chiamata diretta

Cuffaro, Lombardo, Castaldi e 20 giornalisti indagati dalla Procura

La Corte dei conti aveva chiesto un risarcimento per danno erariale di 4 milioni di euro all’ex, all’attuale governatore e a Franco Castaldi
Foto CorrierediRagusa.it

La notizia è di qualche ora fa. Sono 24 le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo per la vicenda relativa all’assunzione di un nutrito gruppo di giornalisti ai tempi del governo Cuffaro. Sotto inchiesta, proprio l’ex governatore Totò Cuffaro, l’attuale Raffaele Lombardo (da dx nella foto) e l’ex capo dell’ufficio legislativo e legale della Regione, Franco Castaldo.

In tutto 24 persone, 20 sono giornalisti dell’ufficio stampa della Regione assunti nel 2004 per chiamata diretta. Quattro di questi sono stati raggiunti da avvisi di garanzia e sentiti, nei giorni scorsi, dal pubblico ministero Ennio Petrigni, che ha voluto sapere molto sulle modalità dell’assunzione.

Come si ricorderà, l’indagine era partita dalla Procura della Corte dei conti, che aveva chiesto il risarcimento del danno erariale, per complessivi quattro milioni di euro, a Cuffaro, Lombardo e Castaldi. Successivamente gli atti erano stati trasmessi anche alla magistratura ordinaria.

Il Comitato di redazione dell’Ufficio stampa della Regione siciliana, in una nota ha espresso «fiducia nell’operato della magistratura che, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa e da alcuni giornali, starebbe indagando sulla legittimità delle assunzioni dei giornalisti, i quali sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati».

Tuttavia, l’organismo sindacale manifesta «stupore e sconcerto sia per il presunto coinvolgimento dei giornalisti nell’indagine, sia per la pubblicazione della notizia che rappresenta una palese violazione del segreto istruttorio, del segreto d’ufficio e della recente normativa processuale. Le indagini in corso accerteranno la legittimità operativa di quest’Ufficio, restituendo ai giornalisti quella dignità professionale e deontologica che nessuno può mettere in dubbio, per tutelare la quale verrà valutata ogni iniziativa da assumere nelle sedi e nei modi più opportuni».