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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 844
RAGUSA - 08/05/2009
Sicilia - I dati del report Confcommercio: l’andamento positivo si è fermato nel 2000

Economia siciliana sempre troppo debole

"Situazione critica anche per gli effetti del gap tecnologico e infrastrutturale" Foto Corrierediragusa.it

Negli anni recenti l´andamento dell´economia della Sicilia è stata caratterizzata da un ciclo espansivo non uniforme, che ha registrato velocità diverse: una crescita significativa fino al 2000 che poi ha assunto un profilo più debole negli anni successivi. Questo è quanto si legge nel report "Criminalità, sicurezza e pmi" realizzato da Confcommercio con Format - Ricerche di Mercato.

A livello nazionale tra il 1996 e il 2000 la crescita media annua del valore aggiunto è stata di poco inferiore al 2% e si è più che dimezzata nel successivo periodo 2001-2007 scendendo all´1,1%. Rispetto a questa evoluzione l´economia della Sicilia, ha registrato un incremento medio annuo dell´1,9% mentre negli anni successivi la velocità di crescita si è ridotta.

La crescita media annua del valore aggiunto tra il 2001 e il 2007 è stata dello 0,8%: un risultato inferiore alla crescita media annua a livello nazionale. "Uno scenario poco brillante - si legge nel documento -, reso ancora più critico dagli effetti di un gap tecnologico e infrastrutturale che rende più fragile il sistema produttivo regionale". Anche la spesa per consumi delle famiglie della Sicilia ha evidenziato nel corso degli ultimi anni una crescita significativa, del 2.8% tra il 1996 e il 2000; scendendo allo 0,4% tra il 2001-2007.

Nonostante il lento sviluppo produttivo degli ultimi anni, dice l´indagine, ci sono stati, in Sicilia, riflessi positivi sull´occupazione che ha registrato tra il 2000 e il 2008 un aumento degli occupati totali, passando da un milione 406 mila a un milione 480 mila unità pari a una crescita del 5,3%.

Dal punto di vista della composizione settoriale, l´occupazione della regione è concentrata nei servizi, compresi quelli della pubblica amministrazione, che rappresentano il 73% degli occupati; valori più ridotti riguardano l´industria (19,5% del totale) e l´agricoltura (7,5%). Rispetto al Sud Italia, la Sicilia ha una quota maggiore di occupati nei servizi e nell´agricoltura e una parte inferiore nell´industria.

Nella regione attualmente operano 475.759 imprese, di cui 227.689 nei servizi di mercato; tra queste la quota più rilevante è rappresentata dalle 143.444 imprese del commercio (il 30,3% del totale). Rilevante, anche se in graduale ridimensionamento, la presenza di imprese che operano nel settore agricolo locale che conta oltre 104 mila imprese registrate (22% del totale).

Per quanto riguarda le forme giuridiche di organizzazione dell´attività aziendale, società di capitali e di persone, la Sicilia presenta un quadro che ha valori al di sotto della media nazionale. Solo tra le imprese industriali c´è una quota significativa di società di capitali (il 18,4%), mentre minore è la presenza delle società di persone (12,8%).

Nel settore dei servizi di mercato le società di capitali sono circa il 13%, mentre quelle di persone il 13,5%. Nel 2008 la vitalità del sistema imprenditoriale locale si è ridotta, come emerge dall´andamento della nati-mortalità delle imprese.

"Se si escludono le ´imprese non classificate´ - si legge nel report -, tutti i settori economici hanno registrato un calo di imprese, dal settore agricolo, sulla scia di una maggiore concentrazione delle imprese di produzione, all´industria, che paga il deciso rallentamento dell´attività economica, soprattutto quella legata alla domanda estera".

(Fonte: lasiciliaweb.it)