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RAGUSA - 29/04/2009
Sicilia - L’Oms tiene alta l’allerta

"Febbre suina evitabile, ma stiamo pronti al peggio"

"L’influenza ha un’evoluzione imprevedibile, dobbiamo essere pronti a ogni evenienza" Foto Corrierediragusa.it

"Non guardiamo con positività il modo in cui la situazione si sta evolvendo. L´ipotesi di una pandemia non è inevitabile, ma dobbiamo prepararci a questa evenienza". Keiji Fukuda, vicedirettore generale ad interim per la Sicurezza sanitaria e l´ambiente dell´Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una conferenza stampa oggi a Ginevra ha fatto il punto della situazione sull´allarme mondiale per la febbre suina.

Fukuda ha spiegato che al momento non cambia il livello d´allerta, innalzato ieri sera a 4. Secondo il vicedirettore non è ancora possibile definire quale sarà l´entità dell´eventuale pandemia influenzale provocata dalla febbre suina. "Le ipotesi che sono state fatte e che parlano di entità media non possono essere confermate: l´influenza ha un´evoluzione assolutamente imprevedibile".

"La storia - ha evidenziato Fukuda - ci ricorda che le precedenti pandemie sono iniziate tutte con un livello medio, per poi rivelarsi molto gravi. L´ipotesi di una media intensità è la migliore che ci possiamo augurare. Manteniamo un alto stato di allerta e lavoriamo di continuo per monitorare la situazione".

Il totale dei casi umani di influenza da suini ufficialmente notificati all´Oms è salito dai 73 di ieri a 79 in sei Paesi, contro i quattro di ieri. Il Paese con il più alto numero sono gli Stati Uniti con 40 casi segnalati (come ieri), seguiti dal Messico (26 come ieri), il Canada (sempre a 6), la Spagna con due casi (+1 rispetto a ieri), due nel Regno Unito (+2) e tre in Nuova Zelanda (+ 3). L´Oms prende in cosiderazione per le statistiche solo i casi ufficialmente notificati e confermati da analisi di laboratorio.

Fukuda ha anche fatto presente che per il momento la febbre o influenza suina non cambierà nome, come ipotizzato dall´Unione europea per evitare il crollo di vendite di carni di maiale. La motivazione per cui l´influenza suina continuerà a chiamarsi così è che "non vogliamo creare confusione", ha detto Fukuda.

Sacconi: "Nessun caso in Italia".
Nessun caso di influenza suina in Italia, ma il nostro Paese è comunque pronto a fronteggiare un´eventuale pandemia, come sostiene il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in un´informativa al Senato sui rischi di diffusione nel territorio nazionale del virus. "In Italia - ha spiegato il ministro - sono stati segnalati oggi, alle ore 16 di oggi, undici casi sospetti, ma le analisi di laboratorio hanno escluso che si trattasse dell´influenza da ceppo suino".

In ogni caso "siamo pronti a fronteggiare il trattamento di eventuali casi che si dovessero presentare in Italia e il governo non sottovaluta le rilevanze sanitarie del fenomeno". A tal fine sono state attivate "tutte le iniziative necessarie per fronteggiare le emergenze costituendo un´unità di crisi ad hoc presieduta dal sottosegretario Ferruccio Fazio".

Per quanto riguarda le terapie mediche a disposizione delle nostre strutture sanitarie, ha chiarito Sacconi, "la quantità di anti-virali disponibile appare sufficiente per affrontare l´eventuale manifestazione di casi di pandemia in Italia". Sarebbe necessario, comunque, accompagnare i farmaci con "altre misure di prevenzione" per arginare i rischi della diffusione del virus.

(Fonte: lasicilia.it)