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Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 14:01 - Lettori online 964
RAGUSA - 05/04/2017
Sicilia - Ok del Ministero della Salute, ora via anche alle assunzioni

Nuova rete ospedaliera Sicilia approvata a Roma

Confermati i tre ospedali di primo livello (Spoke) a Ragusa, Modica e Vittoria Foto Corrierediragusa.it

La nuova rete ospedaliera siciliana è stata approvata a Roma nel tavolo tra i vertici dell´assessorato regionale alla Salute e i funzionari dei ministeri di Economia e Sanità e siglato dal ministro Beatrice Lorenzin (foto). Il documento ora dovrà essere notificato alle aziende sanitarie e i manager dovranno adeguare al piano le dotazioni organiche con un nuovo atto aziendale che dovrà essere poi approvato dalla Regione.
Occorrerà anche aggiornare il piano triennale delle assunzioni. Successivamente si vedrà quali sono le figure eccedenti nei vari reparti e gli esuberi dovranno essere reinseriti in altre strutture. A questo punto verranno fuori quanti sono e quali sono esattamente i posti vuoti da coprire. Si inizierà così utilizzando le vecchie graduatorie ancora valide e avviando la stabilizzazione dei precari. Poi si potranno bandire i nuovi concorsi. Un percorso articolato i cui tempi però non sono ancora ben definiti. E si potrebbe arrivare anche in autunno, in piena campagna elettorale.

«Si tratta di un risultato straordinario e sofferto ma – ha spiegato l´assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi - la Sicilia adesso può guardare con grande fiducia al futuro della propria sanità. La certezza è che potremo sbloccare nell´immediato le immissioni in servizio delle professionalità a partire dalle aree di emergenza-urgenza".
Gucciardi aggiunge: "Vigileremo sull´applicazione tempestiva delle Rete approvata facendosi carico contestualmente di allineare eventuali anomalie, alcune delle quali sono state segnalate in questi giorni". Per il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone "finalmente in Sicilia avremo servizi di qualità e all´altezza delle aspettative dei cittadini, una migliore organizzazione delle forze in campo e una distribuzione ragionata delle risorse".

Soddisfatto anche il dirigente generale dell´assessorato Ignazio Tozzo evidenzia la "grande sinergia con il ministero: si è fatto un ottimo lavoro tecnico in piena condivisione". Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanità dell’Ars afferma: "Si chiude un percorso lungo e complesso che ci consegna, finalmente, gli strumenti per un profondo ammodernamento e miglioramento dell’offerta sanitaria».

COSA CAMBIA NEGLI IBLEI

La nuova rete ospedaliera che ha incassato il parere favorevole della commissione sanità all´Ars porterà in Sicilia 2 mila posti letto in più e 9 mila assunzioni. Manca solo il visto del ministero al corposo documento che suddivide il territorio regionale individuando ospedali hub, spoke e di livello base oltre alla rete dell’urgenza. «Hub» sono strutture di secondo livello altamente specializzate e integrate (o Dea di secondo livello), «spoke» (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l´ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture di base per affrontare le emergenze). Rispetto alla bozza precedente, i Dipartimenti di emergenza e urgenza di secondo livello, gli hub da otto diventano sette. Mentre gli spoke crescono da 18 a 22 (tra questi anche Modica). In tutti gli ospedali di secondo livello, primo livello e di base sono previsti pronto soccorso, mentre i presidi disagiati o gli ospedali di provincia "riuniti" ad altre strutture come Scicli, Salemi, Ribera, Leonforte, Barcellona Pozzo di Gotto, Noto, Mazzarino, Giarre manterranno delle unità di emergenza e urgenza, ovvero una sorta di mini pronto soccorso con 5-6 medici di guardia 24 ore su 24. "Abbiamo mantenuto in tutti gli ospedali delle unità di pronto soccorso che costano circa 600 mila euro all´anno", dice il presidente della commissione Sanità, Pippo Digiacomo.

Quattro i bacini in cui è stata suddivisa la Sicilia, Palermo-Trapani, Messina, Agrigento con Caltanissetta ed Enna, Catania con Ragusa e Siracusa. Il bacino che interessa Ragusa prevede a Catania i tre Dea di secondo livello, il «Cannizzaro», il «Garibaldi» e il Policlinico. I Dea di primo livello saranno il «Gravina» di Caltagirone e l´ospedale riunito Acireale-Giarre. I presidi di base saranno quelli di Biancavilla e Paternò che quindi scongiureranno la chiusura, mentre la struttura di Militello Val di Catania viene «promossa» a ospedale in zona disagiata insieme a quello di Bronte che mantiene attualmente il punto nascita, seppur «in deroga». Nel ragusano «promosso» in Dea di primo livello l´ospedale di Modica-Scicli. Si aggiunge a quelli di Ragusa e di Vittoria-Comiso. In tutto sono 882 i posti letto all’Asp di Ragusa, 421 nel capoluogo, 145 al «Guzzardi» di Vittoria , 80 per il «Regina Margherita», 164 per il Maggiore di Modica e 72 per il Busacca di Scicli. A Siracusa gli ospedali di maggiori dimensioni (Dea di primo livello) saranno l´Umberto I del capoluogo e l´ospedale di Avola-Noto. Quello di Lentini viene indicato come ospedale di base, mentre il «Muscatello» di Augusta resiste come presidio in zona disagiata.

ASSUNZIONI
I primi a essere assunti saranno medici, infermieri e altro personale già inseriti in vecchie graduatorie congelate in attesa dello sblocco delle assunzioni: circa mille 500. Poi si procederà con le stabilizzazioni dei precari che hanno prestato servizio per più di tre anni fino al 2013. I posti rimanenti saranno messi a concorso. "In Sicilia i posti vacanti sono compresi tra i 9 mila 400 e 10 mila. I nostri ospedali non possono sopravvivere - ha detto l’assessore Baldo Gucciardi - se non sblocchiamo i concorsi: dobbiamo dare respiro al personale che in questi anni ha fatto sacrifici immensi, altrimenti non lamentiamoci se i livelli di assistenza dovessero scendere».

Aumenteranno anche i posti letto perché si passerà dai 16 mila 378 dell’1 gennaio 2015 (14 mila 440 per acuti e mille 938 per post acuti) ai 18 mila 051 della nuova Rete (14 mila 636 per acuti e 3 mila 415 per post acuti) il massimo consentito dalla Legge Balduzzi, aumentando pure i reparti di Malattie infettive considerando il fenomeno degli immigrati». I posti sono suddivisi in 13 mila 044 nel pubblico e 5 mila nel privato. «La Rete mette al centro di tutto la salute del paziente – afferma il presidente della VI Commissione Salute all’Ars Giuseppe Digiacomo – Abbiamo deciso di serrare i ranghi e stringere i tempi perché c’era la necessità di mettere un punto a questo percorso, pur consapevoli che certi accorgimenti possono ancora essere adottati. Ma adesso le strutture sanitarie dell’Isola necessitano di migliorare il servizio e di immettere forze giovani e fresche nel personale».