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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 861
RAGUSA - 30/09/2008
Sicilia - Palermo - Saranno investiti 4 milioni di euro in 3 anni

Stato e Regione bloccano fuga cervelli

Per creare occasioni di rientro nell’Isola per i professionisti
e ricercatori siciliani che lavorano all’estero
Foto Corrierediragusa.it

Stato e Regione investiranno 4 milioni di euro in 3 anni per bloccare la «fuga di cervelli» dalla Sicilia. E i Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia per la prima volta parteciperanno a questo progetto offrendo sostegno concreto: i privati contribuiranno con 800mila euro.

Due gli obiettivi: aiutare i giovani siciliani a superare il gap socioeconomico, a inserirsi nel mercato del lavoro e ad avviare nuove imprese; e creare occasioni di rientro nell’Isola per i professionisti e ricercatori siciliani che lavorano all’estero.

L’accordo è stato siglato nella sede di Confindustria Sicilia dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Francesco Scoma, e dal presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, Giorgio Cappello, alla presenza del presidente dei Giovani imprenditori di Ance Sicilia, Marcello La Rosa, e dei rispettivi Comitati direttivi regionali.

Si tratta di attuare, in collaborazione fra Assessorato e Giovani imprenditori, una delle otto misure, «Giovani e lavoro», finanziate dall’ «Accordo di programma quadro ‘Giovani protagonisti di sé e del territorio’ «, che nel complesso attiverà investimenti per 32 milioni di euro nell’Isola. Sarà creata una «cabina di regia» presso l’assessorato, con il coinvolgimento delle forze produttive e sociali e del terzo settore.

«Sono riuscito a ottenere in extremis queste risorse – ha spiegato l’assessore Francesco Scoma – recuperando un cofinanziamento regionale di 9 milioni di euro in un periodo di ristrettezze di bilancio. Ciò perché crediamo fortemente nell’importanza di una organica politica giovanile finalizzata alla formazione e occupazione dei giovani, su cui dobbiamo costruire il futuro della nostra Isola.

Questo è solo il primo passo, perché contiamo di mettere in campo 550 milioni di euro in sette anni dalla specifica misura del Por per l’inclusione sociale dei giovani. Ed è naturale che agiremo assieme ai Giovani imprenditori, perché con le loro competenze e con il loro entusiasmo riusciremo a fare la differenza».

In particolare, le azioni della misura «Giovani e lavoro» riguarderanno giovani dai 14 ai 30 anni d’età. «Vogliamo bloccare la fuga dei neolaureati – ha spiegato Giorgio Cappello – perché a loro affideremo lo sviluppo delle nostre imprese nei campi dell’innovazione tecnologica e dell’internazionalizzazione. I Giovani imprenditori entreranno nelle scuole per diffondere la cultura d’impresa e la cultura della legalità, che vogliamo fare diventare finalmente la ‘cultura della normalità’ in Sicilia. A seguire saranno offerti formazione professionale, orientamento universitario, progetti di ricerca scientifica in collaborazione con le università, stage nelle nostre aziende».

«Tutto ciò – ha aggiunto Cappello – porterà alla nascita di giovani imprese fortemente innovative, attorno a nuovi prodotti, che saranno occasione non solo di occupazione stabile, ma anche di rientro in Sicilia dei ‘cervelli’ emigrati. Il nostro modello di sviluppo punta tutto sui giovani: su di loro, assieme al governo regionale, vogliamo costruire una nuova politica economica di rilancio della Sicilia e del Sud».

Il modello di sviluppo sarà presentato venerdì e sabato prossimi a Capri, in occasione del convegno nazionale di Confindustria, al presidente dei Giovani imprenditori, Federica Guidi, alla presenza dello stesso assessore Scoma, «per coinvolgere le imprese del Nord nel sostegno delle nuove imprese in Sicilia e in tutto il Sud – ha chiarito Cappello – . Abbiamo già l’assenso del presidente dei Giovani imprenditori della Lombardia, Marco Campanari; il 24 ottobre ci sarà un gemellaggio fra i Giovani di Confindustria Catania e quelli di Monza-Brianza; e a Capri chiederemo l’intervento anche di fondi di venture capital per l’ingresso nella fase di start up delle giovani aziende».

In dettaglio, il protocollo siglato oggi prevede che i Giovani imprenditori promuoveranno la cultura d’impresa e del lavoro, favoriranno lo sviluppo di imprese giovanili, promuoveranno azioni per la crescita della cultura della legalità, favoriranno la valorizzazione professionale dei giovani e attiveranno percorsi di inclusione per una vita indipendente e responsabile, contribuiranno alla realizzazione delle pari opportunità nella vita e nel lavoro, promuoveranno l’orientamento universitario e illustreranno le esigenze delle imprese.