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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 823
RAGUSA - 28/04/2016
Sicilia - Nel mirino la Patriarca

"Andate via da Licata o vi ammazziamo"

Da più fronti le reazioni a quanto accaduto Foto Corrierediragusa.it

"Andate via da Licata al più presto o vi ammazziamo come i cani". Questo, grosso modo, il messaggio contenuto in una lettera intimidatoria a firma "La stidda" che è stata recapitata all´impresa Patriarca di Comiso che si sta occupando, dopo essersi aggiudicata la gara d´appalto, delle demolizioni delle villette abusive a Torre di Gaffe, rione balneare di Licata, nell´Agrigentino. I titolari del´impresa hanno presentato denuncia alla procura. Le demolizioni, per conto di Comune e Procura di Agrigento, sono proseguite. Due gli immobili, al momento, rasi al suolo. Mentre complessivamente sono saliti ad 8 gli ormai ex proprietari che si sono detti disponibili a demolire autonomamente. Per questa prima tranche di demolizioni a Torre di Gaffe erano previste 20 demolizioni. Per impedire le demolizioni, il primo giorno era stato formato - da centinaia e centinaia di abitanti di Palma di Montechiaro - un autentico muro umano, composto anche da bambini e da donne. La ditta Patriarca di Comiso, che si era aggiudicata l´appalto per le demolizioni delle villette abusive di Licata, ha deciso di abbandonare il rione balneare di Torre di Gaffe e di conseguenza anche i lavori. "Dopo la lettera intimidatoria ricevuta - ha confermato il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale - la ditta ha deciso di lasciare. E´ ovvio che è una cosa gravissima, sulla quale lo Stato non può passare sopra. Non è consentito a dei delinquenti di impedire l´applicazione delle regole di uno Stato di diritto, per cui è ovvio che prenderemo le dovute misure". "Il titolare della ditta va protetto e garantito. Ho intenzione - ha aggiunto Di Natale - di investire il comitato per l´ordine e la sicurezza pubblica di trovare dei rimedi per evitare che un´attività del genere, le demolizioni di immobili abusivi, vada a bloccarsi. E´ veramente una cosa gravissima".

"Quanto accaduto è gravissimo. Va fatta chiarezza immediatamente. Non può passare il messaggio che la città si piega all´illegalità", ha detto il sindaco di Licata Angelo Cambiano. Il Comune di Licata aveva sottoscritto con la Procura di Agrigento un protocollo di legalità, per abbattere gli immobili abusivi, lo scorso 7 ottobre.

"Fermate le demolizioni". E´ lo striscione che è stato appeso sul balcone centrale del Comune di Licata dove i componenti del Comitato per la tutela della casa, ai quali sono iscritti molti degli ex proprietari di immobili da abbattere, da martedì pomeriggio sono in assemblea permanente.
"C´è un disegno di legge all´Ars per il riordino delle coste - ha detto Angelo Curella, presidente del comitato - Non ne conosciamo il contenuto, ma vorremmo che le demolizioni fossero fermate fino a quando la legge in questione non verrà approvata.La nostra è una protesta pacifica, nessuno di noi ha provocato incidenti né lo farà".