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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1108
RAGUSA - 09/04/2015
Sicilia - La procura di Caltagirone va avanti dopo il sequestro dell’impianto

Muos Niscemi: 8 indagati tra cui un militare americano

Il procuratore Giuseppe Verzera starebbe valutando inoltre la posizione di altre persone coinvolte, di cui non si conoscono ancora i nomi Foto Corrierediragusa.it

L´indagine della Procura di Caltagirone sulle autorizzazioni rilasciate per la costruzione delle antenne della base Muos di contrada Ulmo a Niscemi va avanti. Ci sono infatti otto persone indagate, tra cui un militare americano, "per violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio per aver eseguito opere in assenza di autorizzazione o in difformità da essa o per aver omesso la vigilanza sull’attività urbanistico edilizia". Risultano pertanto inseriti nel registro degli indagati l´ex dirigente dell´assessorato regionale al Territorio e Ambiente Giovanni Arnone, nella sua qualità di responsabile del procedimento autorizzativo, i titolari di cinque ditte che hanno partecipato ai lavori, il direttore del cantiere Giuseppe Leonardi, Mauro Gemmo, presidente della ditta vicentina Gemmo spa, Adriana Parisi, responsabile della Lageco, che con la Gemmo si è consorziata in Ati e ha eseguito i lavori di realizzazione del Muos, Concetta Valenti, della Calcestruzzi Piazza srl, Carmelo Puglisi, della PB costruzioni, Maria Rita Condorelli della Cr impianti. Il procuratore Giuseppe Verzera starebbe valutando inoltre la posizione di altre persone coinvolte, di cui non si conoscono ancora i nomi.

Nella richiesta di sequestro della base americana il procuratore Verzera affonda il colpo anche sul governo americano " A tutt’oggi – scrive il pm – il governo americano non ha fornito alcuna informazione circa le generalità del committente dei lavori". Inoltre viene messa in discussione l´opera nella sua fase di realizzazione perchè la Procura non è convinta, come ha sostenuto l´amministrazione militare americana, che si trattasse di lavori in continuazione delle attività già in atto nell´area di contrada Ulmo. Verzera sostiene che "è dubbio che le nuove opere possano essere una continuazione delle precedenti, si tratta di una nuova stazione radio e al riguardo basterebbe riflettere sull’enorme divario della scala delle frequenze tra l’esistente e il nuovo sistema". Ecco perchè le autorizzazioni rilasciate a vari livelli, a cominciare dalla Regione, sono ritenute illegittime.

"L’articolo 4 del decreto istitutivo – scrive il procuratore – prescrive una serie numerosa di divieti fra cui la demolizione e ricostruzione dell’immobile". Ai funzionari che hanno firmato le autorizzazioni viene eccepito quanto scritto nelle relazioni dove si legge: "Non si ritiene che la realizzazione del sistema di comunicazioni utenti mobili (Muos) nel sito radio Us. Navy di Niscemi possa avere impatto negativo sotto il profilo ecologico e paesaggistico con l’ambiente circostante, risultando, quindi, compatibile con le finalità di conservazione del Sic Sughereta di Niscemi". Non è per niente convinto il magistrato che conclude "La vicenda è stata trattata come una normale costruzione abusiva di privati, senza alcuna differenza rispetto al colossale impianto che si stava attrezzando, verso cui la cura degli interessi pubblici avrebbe dovuto essere al massimo livello".