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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 862
RAGUSA - 08/07/2008
Sicilia - Palermo - L’organizzazione criminale avrebbe già nuovi capi

Palermo: cosa nostra si riorganizza

Il preoccupante dato emerge da alcune intercettazioni disposte dalla Direzione distrettuale antimafia Foto Corrierediragusa.it

A Palermo Cosa nostra si è già riorganizzata dopo gli arresti dei capimafia come Bernardo Provenzano, Nino Rotolo e Salvatore Lo Piccolo.

L´organizzazione criminale avrebbe già nuovi capi che gestiscono le famiglie mafiose, decidendo anche omicidi.

Tutto ciò emerge da alcune intercettazioni disposte dalla Direzione distrettuale antimafia, e in particolare da quelle che la scorsa settimana ha portato al fermo di quattro persone accusate di essere sicari delle cosche, pronti a uccidere il capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono.

Dall´indagine della polizia di Stato emerge che Cosa nostra si sarebbe già riorganizzata dopo gli arresti dei capi storici effettuati negli ultimi due anni.

Ai vertici dell´organizzazione ci sarebbero dunque persone che hanno alle spalle una forza criminale, tanto da decidere l´uccisione di Pietro Lo Iacono, tornato in libertà da poco tempo, che è stato fino all´ultimo momento uno dei fedeli favoreggiatori di Bernardo Provenzano.

I nuovi capi delle famiglie mafiose di Palermo hanno scelto di tornare agli omicidi per far sentire il loro peso criminale a chi potrebbe contrastarli. Dalle intercettazioni emerge che "la sentenza di condanna a morte" per Lo Iacono è stata emessa dalle famiglie mafiose di Palermo e provincia.

La polizia, intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, e per il quale il gip ha convalidato l´arresto emettendo ordinanza di custodia cautelare, ha scoperto il piano di morte e il fatto che "occorreva realizzare, subito e comunque, il delitto", in quanto,"c´è questa ordinazione così che ci posso fare... c´è ordine di là, di là, di quello pure", lasciando così intendere, come annotano i magistrati, "che l´ordine proveniva da più vertici di più famiglie mafiose".

L´omicidio doveva essere eseguito sabato scorso mentre il boss si recava allo stabilimento balneare di Santa Flavia, in provincia di Palermo.

(Fonte: lasiciliaweb.com)