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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 718
RAGUSA - 23/05/2008
Sicilia - Palermo - A 16 anni dalla strage

Palermo: In ricordo di Giovanni Falcone

Mille 200 ragazzi a bordo della nave della legalità Foto Corrierediragusa.it

"Vedervi qui, in tanti, è una grande gioia e dimostra che, contrariamente a quanto si ritiene, i giovani italiani hanno valori forti". Così Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni Falcone (nella foto con la moglie Francesca Morvillo) ucciso a Capaci e presidente della Fondazione a lui intitolata, ha salutato gli oltre 1.200 ragazzi giunti a Palermo con la Nave della legalità per ricordare il 16° anniversario della strage.

Sul palco, insieme a Maria Falcone, il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e il procuratore della Dna Piero Grasso. "I tanti giovani che sono qui - ha detto il ministro, che ha accolto la nave sulla banchina del porto - danno senso alla morte di due eroi nazionali che non dimenticheremo mai. Questa è una giornata di grande valore che acquista un senso importantissimo perché i tanti giovani giunti a Palermo sono qui non solo per commemorare Falcone e Borsellino, ma per raccogliere il loro testimone nella lotta alla mafia".

I ragazzi sono stati salutati anche dal sindaco Diego Cammarata: "Forza Palermo, Forza Sicilia: dobbiamo essere tutti uniti contro la mafia", ha detto.

Il procuratore Grasso, giunto a Palermo in nave con i ragazzi, ha ringraziato gli studenti con i quali, durante il viaggio, ha parlato e dibattuto sui temi della lotta alla mafia. "Dobbiamo essere noi a preparare il terreno ai giovani che saranno la classe dirigente del domani, noi col nostro esempio di impegno e legalità e dobbiamo tenere ancorati i ragazzi alla nostra terra. Rivivere giorni come questi significa tornare a provare rabbia e disperazione, ma anche ricordare un amico con la speranza che oggi ha rischiararci sia una luce diversa", ha poi detto Grasso arrivando all´aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, dove la Fondazione Falcone ha organizzato un incontro con gli studenti di tutto il Paese.

I ragazzi nell´aula hanno intonato la colonna sonora del film "La vita è bella". Tra le autorità presenti anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Andiamo avanti nella lotta alla mafia. I primi passi sono già stati fatti in Consiglio dei ministri e altri ne faremo ancora per combattere i boss".

Alfano ha ricordato che "il 23 maggio del ´92 ero a Milano e quando seppi della strage di Capaci provai sulla mia pelle l´imbarazzo e la vergogna di essere siciliano. Sentii rabbia nei confronti di una parte del mio popolo, pur essendo consapevole che non era quello tutto il popolo siciliano". Il guardasigilli ha incontrato prima in maniera informale alcuni magistrati siciliani che gli hanno manifestato i problemi e i disagi che si vivono nelle procure siciliane.

"Palermo 23 maggio 2008: dal maxiprocesso a oggi" è il titolo del primo dibattito a cui parteciperanno giudici e studenti. Al termine verrà presentato il progetto di digitalizzazione degli atti del processo.
Seguirà un incontro su "lotta alla mafia: gli ultimi successi", moderato dal direttore del Sole 24 ore Ferruccio de Bortoli. Prima di dare il via al dibattito Maria Falcone ha letto un messaggio di saluto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

E un altro ministro, quello dell´Interno Roberto Maroni, appena giunto a Capaci ha deposto una corona di fiori davanti alla stele dell´autostrada che ricorda la strage e ha osservato un minuto di raccoglimento mentre una tromba intonava il silenzio. Maroni era accompagnato dal capo della polizia Antonio Manganelli.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO: LOTTA SENZA TREGUA ALLA MAFIA

Sedici anni fa, il "barbaro agguato di Capaci", in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, segnò "un terribile attacco alle istituzioni dello Stato" da parte della mafia. Al quale però lo Stato "seppe reagire adeguatamente" nel segno dell´unità.

"L´impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni": è il richiamo che oggi rilancia Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato a Maria Falcone, presidente della Fondazione ´Giovanni e Francesca Falcone´ nell´anniversario della strage. "Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto" alla mafia, scrive Napolitano, "un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso. In questo momento ogni deciso sviluppo nell´azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato".

Nel messaggio alla sorella del giudice ucciso dalla mafia, Napolitano rivolge il suo solidale saluto a tutti i partecipanti alle iniziative organizzate per ricordare il barbaro agguato di Capaci che, il 23 maggio di sedici anni fa, causò la morte di Falcone, della moglie e degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani dedicatisi alla loro sicurezza.

"Le immagini della strage - scrive il presidente della Repubblica - restano incancellabili nella memoria degli italiani e rinnovano l´angoscia e l´allarme di quel giorno, in cui la mafia colpì un magistrato di eccezionale talento e coraggio, che aveva saputo contrastarla anche individuando nuovi e più efficaci strumenti in grado di combatterla".

Napolitano ricorda che "con quell´attentato e con gli altri che ad esso seguirono, la mafia portò un terribile attacco alle istituzioni repubblicane. Lo Stato seppe però reagire adeguatamente. La battaglia e l´esempio di Giovanni Falcone innescarono nel Paese una reazione ferma e diffusa. All´azione della Magistratura e delle Forze dell´ordine si accompagnarono l´impegno di tutte le forze politiche e la partecipazione convinta dei cittadini".

"L´impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni - è il richiamo del capo dello Stato -. Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto a un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso. In questo momento ogni deciso sviluppo nell´azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato".

Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha inviato un messaggio a Maria Falcone: "Nel sedicesimo anniversario del vile e barbaro attentato in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, desidero farLe giungere, gentile professoressa, i sentimenti della più intensa solidarietà, mia e della Camera dei deputati, nonchè esprimerLe la sincera ammirazione per l´opera di alta educazione civile che Lei svolge attraverso la Fondazione intitolata al Suo illustre ed eroico fratello".

Fini prosegue: "La ringrazio vivamente per l´invito a partecipare alla manifestazione che si svolgerà a Palermo in onore delle vittime della strage di Capaci. Gli impegni istituzionali non mi permettono di essere presente, ma Le pervenga il senso della mia vicinanza ideale in questa giornata di memoria e di passione civile. Quello di Giovanni Falcone è l´esempio di un grande italiano e di un luminoso servitore dello Stato. Il suo sacrificio ci ricorda che, dove non c´è Stato, e dello Stato inteso innanzi tutto come valore interiorizzato, non ci sono nè civiltà nè libertà. Ci sono solo la tirannia della mafia, la dissoluzione dei vincoli sociali, il regno della paura, la cultura della morte. Alle migliaia di giovani che parteciperanno alla iniziativa da Lei meritoriamente organizzata rivolgo il mio plauso e il mio incoraggiamento affinché continuino a farsi testimoni della cultura della legalità e del coraggio civile".


JOVANOTTI: VAFFA A COSA NOSTRA

Applausi e commozione ieri sera, al Velodromo di Palermo, durante il concerto di Jovanotti: il cantante ha infatti voluto ricordare la strage di Capaci, avvenuta 16 anni fa, con una sua riflessione scritta subito dopo la notizia della strage in cui era stato ucciso il giudice Giovanni Falcone. Una vera e propria invettiva contro Cosa nostra, con un "vaff... ai mafiosi", mentre sul megaschermo del palco veniva proiettata l´immagine divenuta ormai famosa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sorridenti.

Secondo alcune indiscrezioni Jovanotti potrebbe esibirsi questa pomeriggio, alle 17, davanti a migliaia di ragazzi che saranno davanti all´Albero Falcone. La sorella del magistrato, Maria Falcone, presidente della fondazione che organizza ormai da anni le commemorazioni, ha annunciato che sul palco allestito in via Notarbartolo, dovrebbe salire "un cantante molto amato dai giovani", ma non ha voluto rivelarne il nome lasciando capire che potrebbe essere proprio Jovanotti.

(Fonte: lasiciliaweb.com)