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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1010
RAGUSA - 04/10/2013
Sicilia - I superstiti sono 151, individuato un barcone sul fondo con un centinaio cadaveri

Tragedia Lampedusa, lutto nazionale

In Prefettura tavolo tecnico per il coordinamento delle operazioni in vista di eventuali sbarchi, per affinare i piani di intervento che in caso di necessità dovranno essere pronti ad essere attuati Foto Corrierediragusa.it

Corpi affiancati sul molo. Avvolti in teli di plastica colorati. Una serie interminabile, straziante, di vite perdute. L´immagine delle salme dei migranti annegati nelle acque di Lampedusa in fila una accanto all´altra sulla banchina del porto è raccapricciante e per non dimenticare è stato proclamato il lutto nazionale. E fa il giro dei media di tutto il mondo. E´ una tragedia dell´immigrazione senza precedenti quella che ha sconvolto questa mattina l´isola siciliana, a pochi giorni dal drammatico sbarco di Sampieri. Si contano a centinaia, tra morti e dispersi, le vittime del naufragio di un barcone probabilmente causato da un incendio. I passeggeri avrebbero dato fuoco a una coperta nel tantativo di farsi avvistare e soccorrere a poche miglia dalla costa dell´Isola dei Conigli. Sono già 130 i cadaveri finora recuperati - e si tratta di un numero provvisorio, in costante aggiornamento, man mano che i sommozzatori procedono con il recupero - compresi quelli di una donna incinta e di tre bambini. A metà pomeriggio un´altra sconcertante scoperta: un centinaio di cadaveri, soprattutto donne e bambini, vengono individuati da alcuni sommozzatori della Guardia costiera sotto e all´interno del barcone rovesciato e affondato, localizzato a una quarantina di metri di profondità.

Sarebbero 155 i superstiti tratti in salvo. Secondo il loro racconto sull´imbarcazione c´erano circa 500 persone, tutte provenienti dai Paesi dell´Africa subsahariana, soprattutto Eritrea e Somalia. Almeno altri 150 profughi, dunque, mancano all´appello.

Il mare è pieno di morti" è stato il primo agghiacciante commento del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. "E´ un orrore infinito. Ora basta, cosa dobbiamo ancora aspettare dopo questo?" ha poi aggiunto sconvolta e in lacrime, mentre sul molo assisteva all´arrivo dei pescherecci dei soccorritori carichi di cadaveri.

E´ una vera ecatombe nei mari siciliani e non è detto che finisca perchè dalla Siria è annunciato un esodo a non finire. Le morti hanno toccato nel cuore quanti sono stati più vicini alle tragedie, quanti si sono prodigati per salvare le vite umane come è successo già a Sampieri. Sulla spiaggia del Pisciotto gli uomini della Capitaneria di porto di Pozzallo hanno provveduto a rimuovere il barcone della morte che si è incagliato nelle secche antistanti la fornace Penna. Un simbolo di morte che tuttavia non può far dimenticare quanto successo.

In Prefettura a Ragusa si è tenuto un tavolo tecnico per il coordinamento delle operazioni in vista di eventuali sbarchi, per affinare i piani di intervento che in caso di necessità dovranno essere pronti per essere attuati. All´incontro hanno partecipato tutti i vertici delle Forze dell´ordine ed i sindaci; il prefetto ha evidenziato come il piano di intervento ha funzionato e consentito di prestare soccorso e cure in tempi molto stretti. Il prefetto Annunziato Vardè è in costante contatto con i vertici del Ministero dell´Interno ed ha intanto provveduto a pubblicare un bando per la richiesta di strutture ricettive pubbliche da parte delle amministrazioni locali o associazioni di volontariato. Resta infatti il problema dell´accoglienza e della sistemazione dei profughi perchè il centro di Pozzallo non è sufficiente a tamponare le emergenze. A Scicli l´amministrazione ha disposto che i tredici cadaveri dello sbarco fossero sistemati all´obitorio del cimitero comunale in attesa dei funerali che non sono stati ancora fissati. C´è una comunità che resta sgomenta per quanto è accaduto ed accade in queste ore ma c´è anche la consapevolezza da parte delle autorità locali ed istituzionali che l´emergenza non può essere tamponata con le forze in campo e le risorse a disposizione. Serve uno sforzo straordinario,come quello invocato proprio in queste ore da Papa Francesco che senza giri di parole ha detto "Vergogna". Assente totale l´Europa che non riesce a coordinare e mettere in campo politiche di accoglienza e di contrasto mentre brilla ogni qual volta c´è un deficit da tamponare.