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RAGUSA - 25/04/2008
Sicilia - Palermo - Un disegno in stile pop art imbratta la facciata

Palermo: Murales del boss in Cattedrale

Il disegno riproduce il volto di Matteo Messina Denaro Foto Corrierediragusa.it

Un grande murales che raffigura il volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro è stato disegnato alle spalle della Cattedrale di Palermo, su un muro che delimita piazza Settangeli dalla chiesa. E´ un´immagine a colori che sembra imitare lo stile della pop art di Andy Warhol, in particolare il volto di Marilyn Monroe (nella foto).

Il murales è composto da quattro ritratti, tutti dai colori diversi, che ricalcano una vecchia foto del latitante trapanese, che adesso è al vertice di Cosa nostra in Sicilia. Sembra una riproduzione in serigrafia del volto del capomafia.

Alla base del disegno sono riportati otto simboli ($) del dollaro statunitense. Accanto, con vernice rossa, è stato scritto: "Messina Denaro $ L´ultimo!". Sulla destra, in alto, è stata lasciata una sigla "F.A." che potrebbero essere le iniziali dell´autore del disegno.

Matteo Messina Denaro, 44 anni, è il capo del mandamento mafioso di Trapani. Ricercato dal 1993, aspira alla poltrona lasciata libera da Provenzano. Il boss nelle sue lettere cita Jorge Amado e Toni Negri e discetta di politica e giustizia. Nella corrispondenza coi suoi affiliati si fa chiamare Alessio o Svetonio.

Ritenuto l´organizzatore e il promotore delle stragi di Roma, Firenze e Milano è stato condannato all´ergastolo. A Matteo piace il lusso, ama le belle donne, la buona tavola, la auto costose e le corse in moto. Dalle indagini emerge che l´intreccio affaristico-politico-mafioso ha protetto fino ad oggi la sua latitanza.

Secondo il questore di Palermo, Giuseppe Caruso, il murales è una incitazione alla cattura del latitante. "L´ideale sarebbe fare spiegare il senso all´autore - ha detto Caruso -. A me piace interpretarlo come uno stimolo a catturare Messina Denaro, anche se non gravita su Palermo".

"L´arte fa ciò che le pare. Non ha il compito di istruire o educare al bene. Chi fa certe critiche è un depensante". Commenta il critico d´arte Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del Comune di Milano. "Chi critica l´ utilizzo del volto di un boss - aggiunge - dovrebbe criticare anche tutta la cinematografia. Per non parlare dei fumetti: che facciamo? Ritiriamo i Diabolik dalle edicole?".

(Fonte: lasiciliaweb.com)