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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1194
RAGUSA - 20/03/2008
Sicilia - Palermo - Le opinioni della canidata alla presidenza della Regione

Palermo: Finocchiaro "Manca la legalità"

"E’ la causa primaria della carenza di investimenti in Sicilia" Foto Corrierediragusa.it

Palermo - "Le imprese non investono in Sicilia per tre ordini di ragioni, la prima è la mancanza di legalità che stravolge il mercato, la seconda è la mancanza assoluta di infrastrutture, la terza è la Regione Siciliana, che è una specie di moloch di pietra". Così Anna Finocchiaro candidata del Pd alla presidenza della Regione Siciliana, interviene a ´28 minuti´, la striscia di approfondimento di Radio 2 condotta da Barbara Palombelli:

La senatrice del centrosinistra batte soprattutto sulla legalità e in particolare sulla necessità di renderla "conveniente" per le aziende. "Dobbiamo fare in modo - spiega - che le imprese che non si giovano di capitale e di protezione mafiosa, che non utilizzano il lavoro nero e che non inquinano, abbiano una bollinatura di qualità, sgravi fiscali e un rapporto privilegiato con l´amministrazione pubblica regionale". Un´amministrazione che, attacca la candidata a Palazzo d´Orleans, al momento in Sicilia è "opaca, inefficiente e non trasparente e per questo - precisa - facilmente strumentalizzabile rispetto agli amici degli amici".

In tema di infrastrutture, la Finocchiaro torna sulla questione del Ponte di Messina, "affrontata spesso in modo ideologico e simbolico, come se fosse la panacea per tutti mali". Una realtà ben lontana dal reale dato che, precisa, il vero problema in Sicilia è la "mobilità interna. Io dico - ribatte - prima strade, ferrovie e porti, poi il Ponte".

E su quanto l´Isola conti nei destini nazionali, la candidata del Pd non ha alcun dubbio. "Pesa, pesa. Basti pensare che Totò Cuffaro è stato candidato al Senato dall´Udc che in Sicilia è alleata con il Pdl". E aggiunge: "Pesa nel modo di intendere l´autonomismo, che invece di essere prima di tutto esigente con se stessi e responsabile è un autonomismo miserabile che chiede solo, che cerca la consonanza con il governo centrale per ottenere nuove risorse" ma, aggiunge, "io credo e spero che i siciliani abbiano capito che da una parte c´è il feudalesimo e dall´altra c´è la modernità".