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Giovedì 18 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 23:20 - Lettori online 769
PALERMO - 12/01/2018
Sicilia - Sequestrati 5 distributori

Gli interessi della mafia sulla benzina

La guardia di finanza ha scoperto un vasto sistema di frode Foto Corrierediragusa.it

Le mani della mafia sui distributori di carburante a Palermo. La guardia di finanza ha scoperto un vasto sistema di frode. Nove persone sono state arrestate (2 in carcere e 7 ai domiciliari). Sequestrati anche 5 distributori di carburante e notificati 13 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, 8 dei quali integrati dall´obbligo di dimora a Palermo, in esecuzione di un´ordinanza emessa dal gip del tribunale. Gli indagati avrebbero manomesso il sistema di misurazione delle quantità erogate dai distributori di carburanti, in modo da far apparire di aver venduto un numero di litri superiore rispetto a quello effettivamente consegnato al cliente. E’ stata accertata anche una frode fiscale particolarmente consistente se si pensa che sono state emesse fatture per operazioni inesistenti per quasi 38 milioni di euro e, in conseguenza, è stato causato un danno allo Stato derivante dal mancato incasso di Iva per quasi 7 milioni di euro.

Inoltre, i finanzieri hanno verificato anche una evasione delle accise dovute su carburanti e lubrificanti per circa 2,5 milioni realizzata attraverso l´alterazione dei misuratori degli impianti di distribuzione, l´importazione illecita di olio lubrificante dall´Albania e la vendita di gasolio destinato al rifornimento delle navi, che è esente da accisa, come normale carburante.

Sono stati condotti in carcere Danilo Lazzarotto, di 35 anni di Bagheria, e Rosario Montagna, di 32 anni di Palermo mentre sono stati posti agli arresti domiciliari Cosimo Vernengo, di 53 anni, Giorgio Vernengo, di 52 anni, Natale Di Cristina, di 69 anni , Carmelo Munzone, di 61 anni, Filippo Tirendi , di 74 anni, Alessandro Primo Tirendi, di 35 anni e Eugenio Barbarino, di 33 anni.

Le indagini hanno infine consentito di denunciare 43 persone, ritenute essere in gran parte i membri di una associazione per delinquere dedita al trasferimento fraudolento di valori, alla frode in commercio, alla frode fiscale e alla commissione di altri reati. Le investigazioni hanno avuto origine da una verifica fiscale condotta nel 2013 nei confronti di uno dei distributori stradali coinvolti. I finanzieri hanno scoperto che il sistema di misurazione delle quantità erogate era stato manomesso ai danni dei clienti.