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Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 15:33
PALERMO - 10/01/2018
Sicilia - Il governatore è determinato

Musumeci vuole restituire fiducia ai siciliani

Trattati tutti i punti nodali dell’isola Foto Corrierediragusa.it

Restituire dignità e fiducia ai siciliani, combattere rassegnazione e disperazione. Il presidente della Regione Nello Musumeci è determinato, vuole essere concreto e ha indicato ai 70 parlamentari dell’Ars le linee guida dell’azione del suo governo. Le dichiarazioni programmatiche sono un misto di fiducia, di consapevolezza ed anche di orgoglio. L’incipit del suo discorso riassume il «credo» politico del presidente: «L’obiettivo finale è quello di riconsegnare ai siciliani una regione normale, restituire dignità e fiducia ai cittadini, facendo lievitare una fiera consapevolezza che diventi argine contro la rassegnazione e la disperazione perché la Sicilia è un’isola ancora prigioniera di antichi pregiudizi. Noi siamo consapevoli delle connivenze e opacità recenti e remote che pesano sulla Sicilia, ma una cosa è lo stimolo altra cosa è l’accanimento, solo per il gusto di fare audience, ascolto».

Nello Musumeci ha spaziato dal futuro delle società partecipate al turismo, dalla riforma della sanità alla lotta alla mafia («I mafiosi prima di cercare morti cercano alleati nella società civile e nelle istituzioni»). Poi ha toccato il punto dolente dell’emergenza rifiuti. «Quello dei rifiuti è il primo grave problema che questo governo è stato chiamato ad affrontare. Anche se è difficile parlare di emergenza visto che il problema si trascina dal 1998. Sette governi regionali si sono alternati da allora, un prefetto e due magistrati ma il problema in Sicilia è rimasto insoluto e sempre più gravoso. Si è preferito alimentare il sistema clientelare, oligarchico, talvolta mafioso delle discariche che ha solo prodotto aumento dei costi di smaltimento a vantaggio di pochi. Ora le discariche sono al collasso, restano sette, otto mesi di autonomia e a Bellolampo neppure questo. Siamo ultima regione italiana per differenziata.

Siamo al punto di non ritorno. Serve ridurre la quantità di rifiuti da conferire in discarica dove ogni giorno arrivano 5 mila tonnellate. Per guadagnare un anno di tempo dobbiamo farne arrivare la metà, 2.500 tonnellate, già pretrattate. Ma mancano impianti di compostaggio per realizzare i quali ci vuole almeno un anno e mezzo. E intanto non tutti i comuni fanno la differenziata, solo 100 comuni siciliani superano il 50 per cento di raccolta». Sul tavolo di Musumeci c’è poi il nodo Province: "Alle Province bisogna attribuire maggiori competenze, altro che smantellarle". Musumeci ha confermato la linea del governo sull´elezione diretta degli organismi delle ex Province (oggi Liberi consorzi) e delle tre città metropolitane (Palermo, Messina e Catania).

In attesa dell’esito del ricorso presentato dal governo della Regione contro l’impugnativa da parte del Cdm della legge regionale sulle ex Province, Tra le priorità la lotta all’abusivismo: "Per me non è uno slogan da campagna elettorale, ma non esiste l’abusivismo di necessità: esiste l’abusivismo. Sarebbe però da sprovveduti dire che tutte le case abusive vanno abbattute, bisogna verificare caso per caso senza legittimare un abusivismo di serie A e un abusivismo di serie B". Tutte belle parole alle quali i siciliani si auspicano seguano ben presto i fatti concreti.

I CONTI IN ROSSO DELLA SICILIA
Conti in rosso. I dodici aggi cui il presidente della Regione si è affidato per conoscere la situazione economica finanziaria della Sicilia hanno stilato un rapporto preoccupante. La Regione ha un disavanzo di quasi sei miliardi ed il presidente Nello Musumeci lancia già l’allarme e prefigura i prossimi scenari: «Prenderemo ogni iniziativa per contrarre la spesa pubblica, eliminare gli sprechi e rendere più trasparenti i conti, lavoreremo per il risanamento dell´ente e perché siano aumentati gli interventi per la crescita e lo sviluppo del territorio. Per i prossimi tre anni niente illusioni e pensiamo a risanare". Oltre al disavanzo la Regione ha un indebitamento di otto miliardi sui quali ogni anno vengono pagati interessi per 360 milioni. Alessandro Baccei, assessore all’Economia del governo Crocetta non ci sta: «Numeri conosciuti e sostanzialmente esatti, ma spiegati in modo surreale e soprattutto sbagliato. Il disavanzo di sei miliardi deriva dalla cancellazione di entrate gonfiate messe a bilancio dai precedenti governi e dalla famosa operazione di valorizzazione immobiliare di Lombardo e Armao.

Gli otto miliardi di indebitamento - prosegue Baccei - sono gli stessi che abbiamo trovato al nostro arrivo. Ma con la differenza che adesso ci sono i soldi per pagare gli interessi ogni anno. Pagare 360 milioni l’anno per una Regione che ha un bilancio di 13 miliardi è come pagare una rata di 500 euro per uno che ha diecimila euro di stipendio. I conti li ho lasciati in ordine – conclude Baccei – tutto il resto sono fantasiose interpretazioni».

BOMBA RIFIUTI: QUALI SOLUZIONI?
Nello Musumeci è alle prese con la «bomba» rifiuti e pensa di mandarli all’estero. Non è un’idea originalissima visto che a varie riprese ci hanno pensato i suoi predecessori Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta. Il problema è sempre là e cioè chi deve pagare i 120 milioni di euro che servono per trasportare la monnezza verso Germania e Francia i rifiuti siciliani. La Sicilia deve infatti liberarsi di due milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti in due anni in attesa che un minimo di differenziata e di impianti alternativi siano messi a regime. La Sicilia produce quasi sei milioni di tonnellate di rifiuti e di questi ben 1.300 sono in «esubero», perché le discariche, a cominciare da quella palermitana di Bellolampo, sono sature. Ecco dunque la soluzione estero visto che negli ultimi dieci anni almeno nessuno ha messo mano in modo serio alla risoluzione del problema. La differenziata non tocca il 20 per cento mentre gli standard europei dicono che si dovrebbe essere al 60 per cento.

La soluzione estero è quella più semplice e a portata di mano ma si scontra con i costi perché una tonnellata in discarica in Sicilia costa 110 euro mentre portare una tonnellata all’estero tra costi di spedizione e biostabilizzazione costa 240 euro Sono 120 euro in più a tonnellata che moltiplicati per due milioni e mezzo di tonnellate fanno salire il conto a 300 mila euro. La Regione non ha soldi, i comuni sono al collasso. Finirà che pagheranno i cittadini con una Tari ancora più salata di quanto sia adesso?

MUSUMECI VUOLE I POTERI SPECIALI E LO STATO DI EMERGENZA
"La situazione della gestione dei rifiuti in Sicilia è assai grave. Parlare di emergenza di fronte ad un problema che si trascina da vent´anni è fare un torto alla lingua italiana. Preferisco usare un ossimoro, un’emergenza strutturata". Sono parole del presidente della Regione Nello Musumeci sul tema dei rifiuti in Sicilia. "Bellampo è l’emergenza più grave: tra un mese, se nulla cambia, la Sicilia occidentale non avrà più dove scaricare i rifiuti. Bellolampo è una discarica pubblica attivata nel 2013 dal commissario per l’emergenza Marco Lupo. La sesta vasca è colma - ha aggiunto - bisogna intervenire per trovare spazio o attivare la vasca settima ma per farlo secondo i tecnici servono sette mesi. Questa situazione non può essere risolta con strumenti ordinari".

"Chiederò a Gentiloni la dichiarazione di emergenza ambientale limitatamente alla discarica palermitana di Bellolampo e ai comuni che conferiscono nel sito. Ho bisogno di poteri speciali", annuncia Musumeci, affermando che "La competenza sui rifiuti in Sicilia deve andare alle ex Province, oggi enti di area vasta". Per il governatore è necessario riformare la legge 9 del 2010, che istituisce le società di regolamentazione del servizio di gestione della raccolta dei rifiuti: "Questa legge va fatta entro la primavera - ha detto - e la giunta sta predisponendo un suo ddl". Per Musumeci occorre "un nuovo piano dei rifiuti, potenziare la differenziata, trovare soluzioni per in debito degli Ato e incentivi alle imprese che utilizzano materiali riciclati: questo si può fare con poteri ordinari; ho trovato un dipartimento spopolato". "La Regione - aggiunge il presidente della Regione - non ha un piano rifiuti ordinario, e per la mancanza di questo piano l’Unione europea non ci ha dato fondi in materia: si parla di 350 milioni . Andrò a fine mese a Bruxelles per recuperare queste somme. Ma la situazione è difficile adesso sopratutto trae discariche: a settembre impianti saturi ovunque».

Musumeci infine definisce «troppo bassa la differenziata": «Ci sono Comuni che sono al 60 cento , ma la situazione peggiori sono a Palermo, Messina e Catania. Falso come sostenuto dal governo passato che la differenziata era al 20 per cento: siamo appena al 15». E poi il disastro degli Ato: «Hanno un buco da 1,8 miliardi di euro, le nuove Srr sono 18 ma solo tre attive, le altre sono solo sulla carta. Qualcuno - conclude Musumeci - dovrà pagare per questi mancati controlli , avvieremo una ispezione per capire chi ha sbagliato".