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Venerdì 27 Aprile 2018 - Aggiornato alle 1:13
PALERMO - 15/12/2017
Sicilia - Iniziata la 17ma legislatura, insediata la nuova assemblea con 70 deputati

Presidenza Ars: a Miccichè non bastano 2 votazioni

Tutto rinviato a sabato, si profila candidato alternativo frutto di un accordo Pd-M5S Foto Corrierediragusa.it

Due votazioni non bastano a Gianfranco Miccichè per essere eletto Presidente dell’Assemblea regionale siciliana (foto). Ora per il leader di Forza Italia le cose si complicano e sabato alla terza votazione potrebbe concretizzarsi l’accoro trasversale tra Pd e M5S per eleggere un nome alternativo. La giornata di insediamento dei 70 deputati all’Ars è cominciata con il giuramento tutto sembrava andare secondo previsione. La prima votazione ha dato però esito negativo e nel pomeriggio si è votato ancora, Miccichè si è fermato a quota 35, gli è mancato solo un voto. Dei 36 del cartello di centro destra era assente il rosolinese Pippo Gennuso, colpito da un lutto familiare e quindi impossibilitato ad essere presente. Il Pd non ha partecipato alla seconda votazione, i deputati 5 stelle si sono auto votati. In soccorso della maggioranza sono venuti, almeno sulla carta, i due deputati di Sicilia Futura, Nicola D´Agostino e Edmondo Tamajo, ma non è bastato. Si è aperta così la caccia ai franchi tiratori e il clima nel centrodestra è diventato subito di sospetto.

Sabato si vota per la terza volta e basterà l semplice maggioranza dei presenti. Il Pd apre ai 5 stelle per provare a spaccare il centrodestra proponendo di votare un altro nome di garanzia per la presidenza. Un´opzione ben accetta a Giancarlo Cancelleri: "Il M5s è disponibile a votare un esponente del centrodestra alla presidenza dell´Assemblea ma non Gianfranco Miccichè, perché non ha i requisiti. Ora riuniremo il gruppo parlamentare e faremo la nostra proposta sul nome".