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Domenica 17 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 22:06 - Lettori online 538
PALERMO - 01/12/2017
Sicilia - Il presidente della Regione Musumeci: "Lasciateci lavorare bene"

I mantra della nuova giunta regionale

Per "tutelare la potestà statutaria della Sicilia in materia di ordinamento degli enti locali" Foto Corrierediragusa.it

Poche parole, profilo basso. Il presidente della Regione Nello Musumeci e la sua giunta vogliono segnare anche nel campo della comunicazione la discontinuità con il governo Crocetta. A chiusura dei lavori della prima seduta della giunta il presidente Musumeci ha sorpreso i giornalisti: «Questa giunta di governo ha deciso di tenere un profilo basso nella comunicazione esterna che spero vogliate apprezzare. Il momento è drammatico e vi diremo nei prossimi giorni cosa faremo. Dateci il tempo di avviare questa macchina e poi vi sorprenderemo. Si comincia con il ricorso alla Corte costituzionale contro l´impugnativa del Consiglio dei Ministri della legge regionale che aveva reintrodotto il voto diretto nelle ex Province per "tutelare la potestà statutaria della Sicilia in materia di ordinamento degli enti locali e per difendere il diritto dei cittadini ad eleggere i propri rappresentanti, anche a seguito del voto popolare sul referendum costituzionale dello scorso dicembre e, quindi, nel solco dei principi di democrazia diretta fatti propri dall´Unione Europea".

Il grande assente della giornata, toccata e fuga a Palazzo d’Orleans, giusto il tempo per una foto, è stato Vittorio Sgarbi. L’assessore alla Cultura è stato tutt’altro che misurato nelle dichiarazioni, chiarendo innanzitutto che il suo incarico non è a tempo. «Mi dimetterò solo se farò il ministro dei beni Culturali» - ha annunciato - «Nascerà un’autorità regionale per i Beni culturali, un Alto commissario per le arti nel Mediterraneo». Il nome è quello di Renzo Piano mentre il fisico Carlo Rubbia sarà il commissario che si occuperà dell’abbattimento delle pale eoliche (non funzionanti). Molto più scottanti i problemi per Nello Musumeci che deve subito confrontarsi con l’ennesima emergenza rifiuti visto che a fine mese le discariche principali dell’isola, Palermo, Lentini, Trapani, Siculiana, saranno sature.

Il presidente chiederà al Ministro dell’Ambiente una moratoria di un anno per affrontare, e possibilmente risolvere, l’intricata questione. Musumeci punta a farsi nominare super commissario con poteri speciali per la gestione rifiuti e ritorna in campo la possibilità di inviare 5 mila tonnellate di rifiuti all’estero con una nave al prezzo di 200 euro a tonnellata.
Intanto il presidente si avvia a convocare la nuova Ars visto che Gli uffici di Palazzo dei Normanni hanno ricevuto i verbali completi dalle Corti d´appello provinciali delle proclamazioni degli eletti all´Assemblea, compresi quelli del listino regionale. La prossima settimana a questo punto si celebrerà il rito dell´accoglienza dei deputati con famiglie al seguito e la consegna dei kit ai parlamentari e quindi l’insediamento ufficiale.

I 20 LUNGHI GIORNI DI GESTAZIONE
Venti giorni di gestazione per la nascita della giunta Musumeci. Il Presidente della Regione ha sciolto gli ultimi nodi affidando le deleghe ai suoi dodici assessori, di cui due sole donne. Una giunta di matrice etnea, dove non ci sono esponenti iblei, trapanesi, ennesi, ed agrigentini. Le donne sono la messinese Bernadette Grasso, ex sindaco di Rocca di Caprileone, assessore alle Autonomie locali, e Mariella Ippolito con delega alla Famiglia ed al Lavoro . Nella squadra di Musumeci non c’è la Lega perché il presidente ha invece optato ad un esponente di Fratelli d’Italia, Sandro Pappalardo, catanese, da sempre fedelissimo di Musumeci che si occuperà di Turismo. I tre deputati siciliani «leghisti», Angelo Attaguile, Carmelo Lo Monte e Alessandro Pagano hanno già detto di non condividere la scelta di Musumeci perchè "in Sicilia si sceglie il vecchio invece che il nuovo" e dicono che il movimento "non è interessato a poltrone di sottogoverno.

"Gli accordi in campagna elettorale erano diversi e non sono stati rispettati" dice Attaguile, ricordando l´impegno in prima persona di Matteo Salvini, "che nell´Isola ci ha messo la faccia, spendendosi in prima persona". Ne esce invece bene Raffaele Lombardo, leader autonomista che ha visto premiato il suo impegno in campagna elettorale con la delega al Lavoro e alla Famiglia per la presidentessa dell’ordine dei farmacisti di Caltanissetta, Mariella Ippolito. Nel gioco degli equilibri politici decisivo è stato Gianfranco Miccichè che ha rinunciato ad un posto per un assessore forzista a favore dei lombardiani per assicurarsi il loro appoggio per la sua elezione a presidente dell’Ars, cui tiene molto.

Gli azzurri sono quattro: il catanese Marco Falcone, capogruppo uscente alle Infrastrutture, Gaetano Armao, avvocato, vicepresidente in pectore e delegato all’Economia, Vittorio Sgarbi, ai Beni culturali, che sarà assessore a tempo perché ha già detto che resterà solo tre mesi per impegnarsi poi nelle elezioni nazionali ed Edy Bandiera, siracusano, "suggerito" da Stefania Prestigiacomo.

Volto nuovo, rispetto alle previsioni, è il palermitano Figuccia, da pochi mesi transitato da Forza Italia all´Udc. Figuccia prevale al fotofinish su Margherita La Rocca Ruvolo, anche lei parlamentare regionale e sindaco di Montevago. Udc è anche l’assessore alle Attività Produttive, l’ex capogruppo Girolamo Turano.

I Popolari autonomisti guadagnano dunque un posto in più con l’ingresso della Ippolito in quota Mpa. C’è poi Roberto Lagalla alla Formazione professionale) e Totò Cordaro, al Territorio. Altro catanese in giunta è l’avvocato
catanese Ruggero Razza, stimato e da sempre fedelissimo di Musumeci, che avrà il delicato compito di dirigere la Sanità.