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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:38 - Lettori online 1072
PALERMO - 03/08/2017
Sicilia - In un documento la regione certifica il fallimento di questi enti voluti per promuovere immagine dei territori

Cancellati i Distretti turistici in Sicilia, ne restano solo 7

Nascono i "Dmo". Insorge il coordinamento dei Distretti turistici: "Noi lasciati soli" Foto Corrierediragusa.it

Confronto a musso duro sul ruolo dei distretti turistici siciliani. L´assessore al Turismo Anthony Barbagallo (foto) li ha cancellati, i disstretti si ribellano. Gli enti di promozione turistica e culturale del territorio dovevano promuovere la Sicilia suddividendola in zone ideali, omogenee, ognuna accomunata da risorse naturali, storia, siti culturali, sfruttando i fondi comunitari a disposizione.

In dieci anni invece i distretti turistici, consorzi di Comuni e imprese, si sono rivelati un flop clamoroso: ne sono nati addirittura 25, una decina non ha prodotto alcun progetto, 12 milioni sono rimasti nei cassetti mentre gli unici soldi spesi, poco più di 12 milioni, sono serviti soprattutto per iniziative «autoreferenziali», «locali», che hanno «penalizzato l’Isola in termini di visibilità e di mancata sinergia nell’impiego delle risorse».
L´analisi impietosa è della stessa Regione che in un documento ufficiale
comunica di avere deciso di volere cambiare rotta riducendone il numero e riformandone il modello. E nel progetto di riforma fa il punto della situazione spiegando che nella storia dei distretti «emergono periodi di inattività prolungata, irregolarità nel funzionamento o nella gestione, difformità sostanziali delle attività realizzate rispetto al programma di sviluppo». L´assessore Anthony Barbagallo ha provato a rivedere tutto il sistema, li ha ridotti a sette denominandoli «Dmo», sigla che in inglese sta per «destination management organization» e puntando a migliorare la promozione del marchio Sicilia grazie alla collaborazione tra enti pubblici e privati.

Il Coordinamento dei Distretti Turistici Sicilia composto dai distretti Antichi Mestieri, Cefalù e Madonie, Iblei di Ragusa, Pesca Turismo, Sicilia Occidentale, Taormina-Etna, Valle dei Templi, Vini e Sapori di Sicilia, da parte sua, ha risposto a muso duro alle dichiarazioni dell’assessore Barbagallo scrivendo in una nota: « Un comportamento incoerente e schizofrenico quello dell’Assessorato Regionale del Turismo, che dà una mazzata alle organizzazioni territoriali, anziché promuoverle. I responsabili del flop e di una in adeguata programmazione in termini di valorizzazione e promozione della Sicilia scagliano dardi contro se stessi o sparano nel mucchio senza operare alcun distinguo".