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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 647
PALERMO - 06/06/2017
Sicilia - Operazione "Scorpion fish"

Sospetti jihadisti in Sicilia su gommoni veloci

Venivano trasportate anche sigarette di contrabbando Foto Corrierediragusa.it

Gommoni superveloci dalla Tunisia all´Italia, per l´esattezza Marsala, in Sicilia, per trasportare sigarette di contrabbando e, quel che è peggio, anche dei presunti jihadisti, alimentando l´agghiacciante sospetto dell´ombra del terrorismo in Sicilia tramite delle rotte segrete. Un’agenzia specializzata che faceva pagare dai 2 ai 3 mila euro a traversata. I gommoni approdavano dopo appena un paio d’ore nella zona di Isola Grande a Marsala e su di essi sarebbero saliti anche sospetti jihadisti in transito dall’Italia verso il Nord Europa. Lo svela una delle intercettazioni del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo, che ha chiuso il cerchio attorno a un’organizzazione formata da tunisini e italiani. Uno dei clienti, ascoltato al telefono dagli investigatori del Gico, diceva: «Spero di arrivare in Italia e che non mi rimandino indietro per terrorismo". All’alba si è chiusa l’operazione «Scorpion Fish» ed è scattato un provvedimento di fermo per 15 persone, firmato dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, con il quale viene contestata l´associazione a delinquere, finalizzata a "commettere una pluralità di delitti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina". Sui gommoni, come accennato, venivano anche trasportati carichi di sigarette di contrabbando.

Un viaggio è stato interrotto ed a bordo sono state trovate 14 persone e 103 chili di sigarette, c´erano anche 375 litri di carburante distribuito in 16 contenitori, il necessario per la traversata Tunisia-Sicilia-Tunisia. A capo del gruppo, un tunisino di 28 anni, che poteva contare su molte complicità nel territorio italiano, soprattutto in Toscana, ma anche nel Nord Europa. L’operazione condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza e dal Gico di Palermo è stata resa possibile grazie ad intercettazioni ma anche di lunghi pedinamenti e inseguimenti in mare, fatti dalle motovedette e da un aereo della componente aeronavale della Guardia di finanza.