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Martedì 12 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 11:52 - Lettori online 723
PALERMO - 13/04/2017
Sicilia - Ecco le regole cui attenersi

Regionali di novembre: chi rischia l´ineleggibilità

Tra questi i sindaci e gli assessori di comuni con più di 20 mila abitanti Foto Corrierediragusa.it

Si avvicinano le elezioni regionali del 5 novembre e di conseguenza si avvicina anche la data entro cui, chi è interessato a candidarsi, dovrà rimuovere eventuali cause di ineleggibilità. Tra questi i sindaci e gli assessori di comuni con più di 20 mila abitanti, che se vorranno correre per conquistare una poltrona a Palazzo D’Orleans, dovranno dimettersi entro il primo maggio. Lo stesso vale per prefetti, viceprefetti, funzionari di polizia o dirigenti di grandi e medie strutture regionali che per essere eleggibili dovranno dimettersi o mettersi in aspettativa come richiede la legge almeno «180 giorni prima del compimento di un quinquiennio dalla data della precedente elezione regionale». Per quanto riguarda i direttori generali, sanitari e amministrativi delle Asp e delle aziende ospedaliere, vale lo stesso limite temporale per le dimissioni e inoltre questi ultimi, continuano a non essere eleggibili nel collegio elettorale in cui è ricompresa l’azienda in cui hanno prestato servizio fino a sei mesi prima della candidatura. Termini più flessibili invece per i legali rappresentanti e gli amministratori di società o imprese che risultino vincolate con lo Stato o la Regione per contratti di opere, somministrazione o concessioni o per i presidenti di comitati regionali o provinciali dell’Inps. Per chi ricopre tali ruoli bastano 90 giorni per eliminare l’eventuale ineleggibilità, quindi il termine da rispettare sarà quello del 30 luglio. Tra i candidati alla guida della Regione, oltre al Presidente uscente Rosario Crocetta, nel Pd sembrerebbere crescere la candidatura «ufficiale» del sottosegretario alla Salute Davide Faraone. Tra gli altri papabili Giancarlo Cancelleri per il Movimento 5 stelle, e poi Nello Musumeci. Una altro nome che circola in questi giorni sarebbe quello dell’ex ministra Stefania Prestigiacomo per il centrodestra.

Ha collaborato Chiara Carbone