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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 0:31 - Lettori online 387
PALERMO - 07/04/2017
Sicilia - La bocciatura in Commissione Bilancio in sede di approvazione della Finanziaria regionale

No a fusione Cas-Anas e Riscossione. E Crocetta...

Un accorato appello del Presidente della Regione perchè in aula si modifichino i due emendamenti Foto Corrierediragusa.it

No a Riscossione Sicilia e alla fusione Cas-Anas. La Commissione Bilancio ha impallinato i due provvedimenti contenuti nella Finanziaria regionale ed ha fatto andare su tutte le furie il presidente della Regione, Rosario Crocetta (foto). Sono due provvedimenti sui quali il governo punta molto e la cui bocciatura ha indotto Rosario Crocetta a scrivere un accorato appello per rivedere tutta la questione.

"Chiedo che vengano riviste le norme sulla chiusura di Riscossione e sul Cas -dice Crocetta- così i deputati stanno facendo un danno non tanto a me, ma a tutti i siciliani. Se non rimane in vita Riscossione i cittadini siciliani, i contribuenti, non potranno aderire alla rottamazione delle cartelle, mentre se il Cas non si fonderà con l´Anas sono a rischio decine di milioni di euro d´investimenti nelle nostre autostrade. Chiedo che in aula vengano riviste queste norme".

Sulla norma che prevede la liquidazione entro 60 giorni di Riscossione Sicilia interviene anche l´amministratore unico Fiumefreddo: "L´emendamento con cui si è decisa la liquidazione di Riscossione Sicilia è un atto di prepotenza minacciato, pianificato e violentemente consumato. La casta di Palazzo dei Normanni si è compattamente difesa dalla lesa maestà subita in questi mesi con il pignoramento delle indennità dei loro inquilini. Brindano i poteri criminali che potranno tornare a dormire sonni tranquilli - attacca Fiumefreddo - brinda le casta degli impresentabili, brindano gli evasori seriali, piange la Sicilia degli onesti. Sono fiero d´aver servito i siciliani a testa alta e senza guardare in faccia nessuno".

Ecco le lettere di Crocetta inviate all´Ars. "La bocciatura della proposta di trasformazione del CAS in società per dare origine a una società unica con Anas, blocca tutto il piano degli investimenti per la rete autostradale siciliana, causando un danno economico all´occupazione, al Pil e alla crescita della Sicilia. La situazione attuale e veramente paradossale. Da un lato l´Anas possiede le risorse per fare gli investimenti, ma non ha la concessione per la rete autostradale siciliana; dall´altro il CAS è titolare della concessione, ma non ha le risorse necessarie. Nel recente passato, si è tentato anche di avviare in project financing il progetto di completamento della rete autostradale siciliana, ma da indagini di mercato e´ venuto, con chiarezza, fuori che tale rete si rivela antieconomica per i privati.
Le questione relative, poi, al pagamento del pedaggio, da estendere a tutta la rete, sono irrilevanti, se si considera che alcun pedaggio può essere imposto se non esistono arterie stradali alternative, alla tratta di autostrada sottoposta a pedaggio. Si sottolinea che nella tratta Palermo-Catania non esistono vie alternative e che l´imposizione del pagamento di un pedaggio può essere effettuata solo quanto tali vie saranno create. In atto rimane la questione di un CAS indebitato e costretto a pagare i debiti dell´Anas per contenziosi pregressi relative alla rete autostradale costruita nel passato e che e impossibilitato a fare investimenti. Credo che sia importante rivedere la decisione presa in commissione approvando tale progetto di trasformazione, per consentire alla Sicilia di avere una rete stradale degna di questo nome, tale da favorire lo sviluppo dell´Isola".