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Domenica 22 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 16:20 - Lettori online 994
PALERMO - 30/03/2017
Sicilia - Individuati ospedali hub, spoke e di livello base

La nuova rete ospedaliera: cosa cambia negli Iblei

Quattro i bacini in cui è stata suddivisa la Sicilia, Palermo-Trapani, Messina, Agrigento con Caltanissetta ed Enna, Catania con Ragusa e Siracusa Foto Corrierediragusa.it

La nuova rete ospedaliera che ha incassato il parere favorevole della commissione sanità all´Ars porterà in Sicilia 2 mila posti letto in più e 9 mila assunzioni. Manca solo il visto del ministero al corposo documento che suddivide il territorio regionale individuando ospedali hub, spoke e di livello base oltre alla rete dell’urgenza. «Hub» sono strutture di secondo livello altamente specializzate e integrate (o Dea di secondo livello), «spoke» (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l´ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture di base per affrontare le emergenze). Rispetto alla bozza precedente, i Dipartimenti di emergenza e urgenza di secondo livello, gli hub da otto diventano sette. Mentre gli spoke crescono da 18 a 22 (tra questi anche Modica). In tutti gli ospedali di secondo livello, primo livello e di base sono previsti pronto soccorso, mentre i presidi disagiati o gli ospedali di provincia "riuniti" ad altre strutture come Scicli, Salemi, Ribera, Leonforte, Barcellona Pozzo di Gotto, Noto, Mazzarino, Giarre manterranno delle unità di emergenza e urgenza, ovvero una sorta di mini pronto soccorso con 5-6 medici di guardia 24 ore su 24. "Abbiamo mantenuto in tutti gli ospedali delle unità di pronto soccorso che costano circa 600 mila euro all´anno", dice il presidente della commissione Sanità, Pippo Digiacomo.

Quattro i bacini in cui è stata suddivisa la Sicilia, Palermo-Trapani, Messina, Agrigento con Caltanissetta ed Enna, Catania con Ragusa e Siracusa. Il bacino che interessa Ragusa prevede a Catania i tre Dea di secondo livello, il «Cannizzaro», il «Garibaldi» e il Policlinico. I Dea di primo livello saranno il «Gravina» di Caltagirone e l´ospedale riunito Acireale-Giarre. I presidi di base saranno quelli di Biancavilla e Paternò che quindi scongiureranno la chiusura, mentre la struttura di Militello Val di Catania viene «promossa» a ospedale in zona disagiata insieme a quello di Bronte che mantiene attualmente il punto nascita, seppur «in deroga». Nel ragusano «promosso» in Dea di primo livello l´ospedale di Modica-Scicli. Si aggiunge a quelli di Ragusa e di Vittoria-Comiso. In tutto sono 882 i posti letto all’Asp di Ragusa, 421 nel capoluogo, 145 al «Guzzardi» di Vittoria , 80 per il «Regina Margherita», 164 per il Maggiore di Modica e 72 per il Busacca di Scicli. A Siracusa gli ospedali di maggiori dimensioni (Dea di primo livello) saranno l´Umberto I del capoluogo e l´ospedale di Avola-Noto. Quello di Lentini viene indicato come ospedale di base, mentre il «Muscatello» di Augusta resiste come presidio in zona disagiata.

ASSUNZIONI
I primi a essere assunti saranno medici, infermieri e altro personale già inseriti in vecchie graduatorie congelate in attesa dello sblocco delle assunzioni: circa mille 500. Poi si procederà con le stabilizzazioni dei precari che hanno prestato servizio per più di tre anni fino al 2013. I posti rimanenti saranno messi a concorso. "In Sicilia i posti vacanti sono compresi tra i 9 mila 400 e 10 mila. I nostri ospedali non possono sopravvivere - ha detto l’assessore Baldo Gucciardi - se non sblocchiamo i concorsi: dobbiamo dare respiro al personale che in questi anni ha fatto sacrifici immensi, altrimenti non lamentiamoci se i livelli di assistenza dovessero scendere».

Aumenteranno anche i posti letto perché si passerà dai 16 mila 378 dell’1 gennaio 2015 (14 mila 440 per acuti e mille 938 per post acuti) ai 18 mila 051 della nuova Rete (14 mila 636 per acuti e 3 mila 415 per post acuti) il massimo consentito dalla Legge Balduzzi, aumentando pure i reparti di Malattie infettive considerando il fenomeno degli immigrati». I posti sono suddivisi in 13 mila 044 nel pubblico e 5 mila nel privato. «La Rete mette al centro di tutto la salute del paziente – afferma il presidente della VI Commissione Salute all’Ars Giuseppe Digiacomo – Abbiamo deciso di serrare i ranghi e stringere i tempi perché c’era la necessità di mettere un punto a questo percorso, pur consapevoli che certi accorgimenti possono ancora essere adottati. Ma adesso le strutture sanitarie dell’Isola necessitano di migliorare il servizio e di immettere forze giovani e fresche nel personale».