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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 622
PALERMO - 05/01/2017
Sicilia - In rapporto alla popolazione l’isola supera Lombardia e Lazio

"Rottamazione" cartelle esattoriali: Sicilia prima

Il 12,3 per cento delle 100 mila presentate a livello nazionale Foto Corrierediragusa.it

Per la rottamazione delle cartelle esattoriale la Sicilia è prima. Sono 12 mila 372 le istanze presentate nei vari uffici isolani di Riscossione Sicilia e rappresentano il 12,3 per cento delle 100 mila presentate a livello nazionale. In rapporto alla popolazione la Sicilia supera Lombardia e Lazio per numero di domande già presentate. Entro il termine di scadenza del 31 marzo sono attese 30 mila domande di rottamazione visto il ritmo con cui si procede alla registrazione delle domande. Uffici sommersi di richieste e soprattutto di cittadini che chiedono una simulazione di quanto pagherebbero con la definizione agevolata dei debiti in applicazione del decreto legge 163 dello scorso anno. Il decreto stabilisce che la somma possa essere diluita in cinque rate. Dopo la scadenza di presentazione delle domande Riscossione Sicilia conta di dare risposte ai contribuenti entro maggio per informarli se la loro domanda è stata accolta o meno. La definizione agevolata delle cartelle riguarda tutti i ruoli notificati tra il 2000 e il 2016 Il provvedimento consente di pagare in un’unica rata entro il prossimo luglio oppure fino a 5 rate entro settembre 2018.

Chi aderisce alla definizione agevolata deve pagare l´importo residuo del debito senza sanzioni e interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si devono pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Entro il 28 febbraio Riscossione Sicilia invierà una comunicazione per posta ordinaria sulle somme che le sono state affidate entro il 31 dicembre del 2016 e che a questa data non risultano ancora notificate. Anche queste somme, che si possono verificare anche sul portale di Riscossione Sicilia, potranno essere rottamate. Lo Stato conta di incassare 4 miliardi in due anni.