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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1124
PALERMO - 02/10/2016
Sicilia - Ma l’assessore regionale alla sanità Gucciardi avrebbe smentito lo stesso governatore con i fatti

Piano sanitario? No, semplice proiezione

Un ennesimo pastrocchio in salsa siciliana che sta generando fin troppa confusione Foto Corrierediragusa.it

"Nessun piano sanitario, era solo una proiezione". Il vertice di maggioranza presieduto dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta si inventa una vaga "formula" per uscire dall’imbuto in cui il governo regionale si era cacciato con la divulgazione degli atti relativi al Piano sanitario della rete ospedaliera siciliana che avevano fatto saltare su tutte le furie alleati e amministratori locali. "Clima disteso al vertice - dice Crocetta - dopo che è stato chiarito che non esiste attualmente alcun piano di rete approvato, né dalla giunta né dall´assessore e che, le ipotesi circolate in questi giorni, sono proiezioni tecniche derivanti dall´applicazione del decreto Balduzzi». Come dire, "abbiamo scherzato un po’". Peccato che la faccenda sia invece profondamente seria e tanto seria di consigliare a Crocetta per evitare salti nel buio al suo governo e crisi già annunciate dagli alleati, Udc in testa, che del piano sanitario si parli solo più in là, molto più in là. Perché dice sempre il presidente nella sua dichiarazione ufficiale: «Il governo al momento punta sul reclutamento del personale, priorità "rispetto all´applicazione della nuova rete, prevista per il 2018".

Nel frattempo (Crocetta non lo dice ma probabilmente lo pensa) ci saranno le elezioni e chi vivrà vedrà. Crocetta si limita a prendere tempo affermando: «Un piano sulla sanità non può essere un mero fatto burocratico, occorre il confronto coi territori, partendo proprio dalle periferie». Su questi temi il presidente e l´assessore alla Salute annunciano che sarà avviato il confronto con sindaci, manager, operatori sanitari, sindacati dei lavoratori, categorie professionali e Parlamento, per discutere i criteri di ottimizzazione della rete.

Al centro del confronto anche realtà come Petralia e Mistretta, in considerazione delle difficoltà di collegamento viario con i grandi centri urbani. Il governo ha ribadito che «Non esiste alcun piano di rete definito e la bozza è soltanto una base di discussione che dovrà essere migliorata con l´apporto delle comunità locali. Affrontato anche il tema di ospedali come, ad esempio, quello di Cefalù, che – ha affermato Crocetta - si intende ulteriormente valorizzare e per il quale persino nella bozza di piano, non esiste alcuna ipotesi di ridimensionamento». I fatti, tuttavia, sementiscono Crocetta, perché il suo assessore Baldo Gucciardi già ad agosto aveva annunciato che c’era un decreto pronto, apprezzato a Roma, e che doveva essere approvato entro ottobre per poi passare alle assunzioni.

Non è così perché l’approvazione del piano è rinviata a data da destinarsi e Palermo punta invece tutto sulle assunzioni. Da verificare se Roma, in assenza di tagli e razionalizzazione dei costi, approverà la nuova pianta organica. Un avvitamento totale che non fa prevedere nulla di buono e probabilmente lascerà le cose come stanno: ospedali e personale perché chi tocca la sanità in Sicilia rischia grosso.