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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1095
PALERMO - 30/08/2016
Sicilia - Dopo le rassicurazioni del ministro permane un certo scetticismo

Ora si chiede al ministro di "Dare i numeri"

Intanto la superstrada iblea sembra proprio che finalmente diventerà una realtà Foto Corrierediragusa.it

"Graziano Delrio (foto) dia subito i numeri": gioco di parole a parte, il comitato dei Pendolari siciliani ha preso atto delle dichiarazioni del ministro per le Infrastrutture che ha annunciato investimenti importanti in Sicilia sia per la dorsale ferroviaria ionica, Messina-Catania, sia per la Catania-Palermo ma ha chiesto al ministro di dettare tempi e somme da investire. Le illusioni accumulate negli anni sono state tante e le aspettative sempre disattese per cui il Comitato, così come tutta l’opinione pubblica, chiede certezze, come le date per l’apertura dei cantieri. Dice Giosuè Malaponti del Comitato pendolari: «Da almeno 40 anni si parla del raddoppio della Messina-Catania nel tratto che va da Giampilieri sino a Fiumefreddo di Sicilia, 42 km di ferrovia ad un solo binario anche se elettrificato. Nel 2005 il Cipe aveva con la delibera 62 dato il via al finanziamento di questo importante raddoppio ferroviario ma oltre agli studi di fattibilità ed alle varie progettazioni nulla di fatto. Un´opera che rientrava nel PIS (Piano Interventi Strategici) mai realizzata e che aveva un finanziamento di 1.970 milioni di euro scomparsi del tutto a fine 2011. Nella riprogrammazione attuale la stessa opera necessita di 2.200 milioni di euro e finanziati solo 46 milioni per la progettazione.

Per quanto riguarda la Palermo-Catania, per quello che ci risulta, il solo importo finanziato è di circa 823 milioni di euro e prevede il tratto Catania Bicocca-Catenanuova. In quasi tutte le occasioni si impiegano fiumi di parole e di inchiostro su queste due infrastrutture importanti ma di concreto non si vede nulla. Sarebbe opportuno dare gli importi finanziati per la realizzazione definitiva di queste opere».

SBLOCCO DEFINITIVO DELLA RAGUSA CATANIA
«Lo sblocco della superstrada Ragusa-Catania è definitivo. La faremo». Graziano Delrio, intervenuto a Catania su palco della festa dell’Unità, non ha dubbi. «Ci sono le risorse e riteniamo l’opera strategica, come altre per lo sviluppo». Delrio è entrato anche nel merito della complessa vicenda delle autorizzazioni. «E’ stata una gran sudata – ha detto- perché questo progetto per essere sbloccato ha richiesto uno sforzo enorme dal punto di vista burocratico». Per il ministro delle Infrastrutture le carte sono ora a posto e si può procedere con il piano di investimenti. La superstrada che collegherà il capoluogo ibleo allo svincolo autostradale di Lentini per immettersi sulla Siracusa Gela sarà realizzato con il project financing ed ha visto una lotta decennale di associazioni ed istituzioni iblee perché si arrivasse al traguardo annunciato dal ministro a Catania.

DIPASQUALE: "IL RADDOPPIO DELLA RAGUSA CATANIA SI FARA´ E BASTA"
"Quanto dichiarato nei giorni scorsi dal ministro Graziano Delrio, nel corso della Festa dell’Unità nel capoluogo etneo, in merito al definitivo sblocco dell’iter per il raddoppio della Ragusa-Catania è l’ulteriore dimostrazione del fatto che il Governo nazionale sta mantenendo la parola data": lo dichiara l´on Nello Dipasquale del Pd. "Un impegno costante - dice Dipasquale - ribadito in ogni occasione fin da quando, nei primi mesi del 2015, qualcuno gridò allarmato che l’opera era stata tolta dal Def. Così non era: lo assicurò il sottosegretario Faraone che, a sua volta, si pose come interlocutore con il dicastero alle Infrastrutture e, negli incontri che sono seguiti con il Ministro Delrio, sia a Roma che nelle visite in Sicilia come quella a Catania l’11 aprile 2015, è stata riaffermata sempre l’attenzione che lo Stato, dal Ministero delle Finanze a quello per le Infrastrutture, stava dedicando all’opera. La Ragusa-Catania - conclude Dipasquale - si farà e io non ho alcun dubbio su questo. Piuttosto, lascio i dubbi e l’incredulità alla San Tommaso ad altri, abituati per natura a fare allarmismi".