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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 608
PALERMO - 10/08/2016
Sicilia - Elezione al primo turno per i candidati alla carica di primo cittadino

L’Ars ha varato la nuova legge elettorale

Si potrà contare su un premio di maggioranza con il 60 per cento dei seggi Foto Corrierediragusa.it

L’Ars ha varato la nuova legge elettorale che entrerà in vigore dalla prossima tornata e introduce sostanziali novità a cominciare dall’elezione del sindaco: basterà infatti il 40 per cento dei voti per non andare al ballottaggio ed essere eletti alla carica di primo cittadino al primo turno. Il sindaco eletto al primo turno inoltre potrà contare su un premio di maggioranza con il 60 per cento dei seggi e consentirà dunque, almeno sulla carta, una maggiore governabilità negli enti locali. Come contrappeso al ruolo rafforzato del sindaco è stata introdotta la norma che prevede il 60 per cento dei consiglieri per sfiduciare il primo cittadino invece dei due terzi dei consiglieri. L’aula ha boccato anche il terzo mandato per il sindaco che potrà dunque ripresentarsi solo una seconda volta come avviene già ora.E’ stata confermata, nonostante il tentativo di eliminarla col voto segreto su un emendamento di modifica, la doppia preferenza di genere, osteggiata dal centrodestra e dai 5stelle, e sulla cui importanza erano intervenute nei giorni scorsi il ministro Maria Elena Boschi Boschi e il presidente della Camera Laura Boldrini.

Altra novità riguarda il sistema maggioritario: si applicherà nei comuni fino a 15 mila abitanti, prima il limite era di 10 mila. Respinti dall´Assemblea due emendamenti aggiuntivi: il primo del M5s introduceva il limite di due mandati per i consiglieri, il secondo sostituiva i gettoni di presenza con una indennità fissa (Fi).La legge è stata approvata con i 42 voti della maggioranza, 23 contrari e 2 astenuti. Il governo Crocetta ha mostrato compattezza ed è riuscito a varare una legge sulla quale puntava molto.

Soddisfatti la capogruppo del Pd Alice Anselmo: «Abbiamo scritto una riforma elettorale che garantisce stabilità negli enti locali, il Pd aveva indicato alcuni punti per irrinunciabili: soglia di ballottaggio al 40 per cento, doppia preferenza di genere, eliminazione del voto confermativo, punti che sono i pilastri di questa riforma. Il segretario regionale Pd, Fausto Raciti canta vittoria: «Quando si è aperta la discussione sulla legge elettorale, ben prima delle elezioni amministrative, pochi avrebbero scommesso su questo risultato: oggi abbiamo dimostrato che si poteva fare una legge più coesiva, più democratica, più equilibrata. Questa legge offre strumenti per aggregare le forze politiche e rendere più semplice e partecipata la vita politica dei comuni: sono soddisfatto di come PD e maggioranza l’hannoportata avanti tenendo conto, con serietà, dei temi proposti dall´opposizione».

«Sono soddisfatto anche dell’atteggiamento avuto rispetto ai punti sui quali non si potevano fare passi indietro – conclude Raciti - come la doppia preferenza di genere, una soglia più alta della legge nazionale per la sfiducia dei sindaci e l´esigenza di mantenere, seppur rivista, una soglia per il ballottaggio».