Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 996
PALERMO - 27/07/2016
Sicilia - Il M5S in consiglio ha dichiarato la contrarietà ma si va avanti

Rifiuti siciliani in Piemonte: ormai è deciso

I ritardi sono colpevoli e parlano di responsabilità politiche precise Foto Corrierediragusa.it

Contestata dai grillini la scelta del governatore della Sicilia Rosario Crocetta di conferire i rifiuti siciliani al termovalorizzatore del Gerbido a Torino per trovare una soluzione al caos rifiuti. E´ arrivata difatti la doccia fredda da parte del consiglio comunale della città sabauda che con il suo gruppo di maggioranza pentastellato ha dichiarato "netta contrarietà alla decisione della Regione Piemonte di autorizzare il conferimento di 15 mila tonnellate di rifiuti, provenienti dalla Regione Sicilia, presso l’inceneritore del Gerbido». La decisione finale sarà presa dall´Ato torinese la prossima settimana ma è comunque certo che si vada avanti su questa strada anche perchè il ministro dell´Ambiente Gianluca Galletti ha sgomberato il campo da dubbi: "Basta polemiche - ha detto ai grillini - ho deciso io e si fa così".

I RIFIUTI IN PIEMONTE
I rifiuti siciliani finiranno in Piemonte. Le prime mille 300 tonnellate partiranno da Palermo via nave per Genova e poi con gli autocompattatori verso il termovalorizzatore di Torino. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha dato il suo ok per lo smaltimento dell’immondizia siciliana. Il presidente Crocetta attende l’ultimo benestare da Torino e l’operazione sarà avviata. A beneficiare del trasporto in Piemonte saranno soprattutto i comuni palermitani che al momento sono quelli più invasi da immondizia che si accumula ormai da giorni con grande impatto sull’ambiente ma anche sul turismo. Situazioni critiche a Termini Imerese, Bagheria e Carini, proprio a ridosso dell’aeroporto Falcone Borsellino. La situazione in Sicilia resta ovunque critiche con discariche accolgono solo una parte dei rifiuti prodotti visto che la capacità è limitata. Il governo regionale dovrebbe convincersi che servono interventi strutturali e non soluzioni tampone come l’invio dei rifiuti in altre regioni italiane. Non si capisce perché se un termovalorizzatore può funzionare a Torino, a Treviso o a Perugia non debba essere così anche a Palermo, Trapani e Caltanissetta.

I ritardi su questo versante sono colpevoli e parlano di responsabilità politiche precise. Di emergenza rifiuti in Sicilia si parla ormai da almeno cinque anni ma nessun intervento strutturale è stato fatto e le attuali discariche si trovano ormai al collasso. Né la tanto sbandierata raccolta differenziata fa registrare sostanziali passi avanti né può essere considerata decisiva per la risoluzione del problema di una Regione che conta quasi sei milioni di abitanti con tutto quel che ne consegue.