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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1136
PALERMO - 18/04/2016
Sicilia - Denaro pubblico gettato al vento

300 milioni sprecati per referendum trivellazioni

Nel mirino le dichiarazioni rese dal premier Renzi Foto Corrierediragusa.it

"Un immane spreco di soldi pubblici pari a 300 milioni di euro, che si sarebbe potuto evitare se solo il Governo avesse seguito le regole della Costituzione, e che finirà ora al vaglio della Corte dei Conti": lo afferma il Codacons in merito al referendum sulle trivelle e alle dichiarazioni rese dal Premier Matteo Renzi, annunciando un esposto alla magistratura contabile. «Il Presidente del Consiglio - si legge nella nota del Codacons - ha affermato che «Non avremmo potuto accorpare il referendum con le amministrative neanche se avessimo voluto perché una legge non ce lo permette», ma questo non è assolutamente vero – spiega il Codacons – Non esiste alcuna legge che vieta l’election day, e lo stesso Ministro dell’Interno Angelino Alfano, in una interrogazione dello scorso febbraio, parla espressamente di «assenza di disposizioni specifiche sull’accorpamento tra referendum ed elezioni amministrative». Tesi confermata pochi giorni fa dal Consiglio di Stato il quale, pronunciandosi sul ricorso Codacons per l’election-day, ha scritto testualmente: «unicità di data certamente non vietata ma nemmeno imposta dalla legge».

"Al contrario Renzi - prosegue il Codacons - posto che nessuna legge vieta l’accorpamento tra elezioni e referendum, avrebbe dovuto attenersi all’art. 97 della Costituzione Italiana, garantendo non solo il buon andamento della pubblica amministrazione, ma anche un risparmio di 300 milioni di euro per la collettività. Soldi sprecati di cui il Premier è il solo ed unico responsabile, e che ora - conclude il Codacons - finiranno al vaglio della Corte dei Conti".