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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 808
PALERMO - 01/04/2016
Sicilia - Il presidente della Regione lo ha voluto nonostante i contrasti con il Pd

Fiumefreddo torna alla guida di Riscossione Sicilia

Non gli è stata perdonata la pubblicazione dei nomi dei parlamentari che hanno un debito con l’Agenzia delle Entrate Foto Corrierediragusa.it

Rosario Crocetta "riesuma" Antonio Fiumefreddo (foto). Il burocrate-avvocato è stato infatti nominato amministratore unico di Riscossione Sicilia. Un colpo a sorpresa che ha scatenato la bagarre in seno al Pd e indotto alcuni parlamentari a prendere subito le distanze dal Presidente della Regione. A Fiumefreddo nessuno ha infatti perdonato la pubblicazione dei nomi dei parlamentari che hanno un debito con l’Agenzia delle Entrate, contenziosi e pendenze. Crocetta non si è curato di nulla ed è andato dritto per la sua strada ricorrendo ad uno stratagemma procedurale. Dice il Presidente: «La scelta è anche determinata dalla attuale situazione legislativa siciliana, che prevede che nelle società in house non esista più il cda a tre, ma una governance affidata a un unico soggetto. Nel caso in cui l´Ars decida di approvare il ddl già presentato all´interno della finanziaria e inserito tra gli articoli della legge stralcio che sarà discussa prossimamente, che prevede un cda composto da 3 persone, si procederà alla rielezione secondo legge.

Trovo immeritato l´attacco che ricevo sulla nomina di Antonio Fiumefreddo. Non c´è alcuna sfida al Parlamento, che sicuramente di norma non decide sulle nomine, anche perchè voglio rappresentare che, in merito alle situazioni emerse in materia tributaria, non sono finiti nel tritacarne mediatico soltanto gran parte dei parlamentari, ma io stesso sono stato chiamato in causa, nonostante avessi da tempo rateizzato il pagamento di tributi su cui esiste il ragionevole dubbio che mi potessero essere imputati, in considerazione del fatto che io non ho alcuna attività lavorativa, non ho aziende o studi professionali che possano giustificare altre entrate oltre a quelle previste per il mio mandato. Lascio alle persone intelligenti tali valutazioni, ma da buon cittadino ho cominciato a pagare, riservandomi di adire nei confronti di quei soggetti che hanno portato l´iscrizione a ruolo di tali tributi. Un cittadino corretto credo debba comportarsi in questo modo. Non ho l´abitudine di perseguitare alcuno per ragioni politiche, anche quando potrei trovarmi in dissenso. Se il Parlamento si ritiene offeso, sarà un magistrato a stabilire la portata dell´offesa stessa e non un presidente di Regione che nella nomina degli amministratori pubblici deve verificare solo onestà e competenza».