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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1477
PALERMO - 31/03/2016
Sicilia - Si registrano mille 200 imprese in meno e 8 mila posti persi

Ecatombe commercio in Sicilia

Futuro sempre più cupo per il commercio Foto Corrierediragusa.it

La crisi resiste nonostante deboli segnali di inversione di tendenza. Il rapporto dell’Osservatorio nazionale della Confesercenti parla di una Sicilia dove nei primi due mesi dell’anno si registrano mille 200 imprese in meno e 8 mila posti persi nel commercio. Una ecatombe vera e propria è quella dei negozi di abbigliamento dove si registrano in Sicilia ben 900 imprese in meno e altre 144 nel settore alimentare. Scompaiono infatti i piccoli negozi, quelli a conduzione familiare a tutto vantaggio di centri commerciali che tendono a fagocitare i piccoli se è vero che ben mille 130 negozi hanno chiuso dall’inizio dell’anno e le Camere di commercio registrano un meno uno per cento di negozi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’abbigliamento per esempio registra 225 attività in meno e solo 41 nuovi negozi, nel settore bar e ristorazione 312 attività hanno chiuso i battenti. Aumentano invece gli ambulanti, i negozi di ortofrutta, le concessionarie di automobili, +2,5 per cento, B&B e case vacanze sono a +6 per cento. Sono le nuove tendenze del mercato anche alla luce di un turismo che comincia a tirare e a prezzi che si sono mantenuti stabili. I dati di Confesercenti dicono che c’è uno spostamento di interesse, di riposizionamento dovuto a dinamiche economiche dettate dal mercato e da economia di scala.

Nella distribuzione la tendenza è alla concentrazione per abbattere i costi, nell’accoglienza «piccolo è bello» per lo stesso motivo perché BB, agriturismi e case vacanze sono sempre più a conduzione familiare, hanno una manodopera limitata allo stresso necessario e tutto ciò consente di stare sul mercato e vincere la sfida con gli alberghi.