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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 728
PALERMO - 06/03/2016
Sicilia - Vanno male turismo, occupazione, formazione e lavoro

J´accuse della Corte dei conti alla classe politica

Giuseppe Aloisio non ha usato giri di parole Foto Corrierediragusa.it

Turismo, occupazione, formazione e lavoro. La relazione del procuratore regionale della Corte dei conti per l’inaugurazione dell’anno giudiziario è un atto d’accusa al sistema politico siciliano che non riesce a rispondere alle domande che vengono soprattutto dai giovani ed evidenzia una crisi ancora pesante.Il procuratore Giuseppe Aloisio non ha usato giri di parole: «Nella nostra isola il tasso di occupazione di persone comprese tra 20 e 64 anni risulta il più basso d’Europa, pari al 42,4 per cento e la Regione non aiuta. Stupisce la vicenda, di vastissima eco mediatica, degli studenti di Capizzi, paese del Messinese, che la mattina del 12 ottobre 2015 hanno raggiunto a piedi Nicosia, distante 27 chilometri, dove frequentano le scuole superiori, per protestare contro il taglio dei contributi per il trasporto alunni. Questo, mentre l’Amministrazione regionale distribuisce innumerevoli tessere di libera circolazione, previste dal decreto assessoriale n.121/Trasporti del 21 giugno 2001, per l’utilizzo gratuito di tutti i mezzi di trasporto pubblico locale regionale, assegnate a vertici istituzionali, dirigenti e dipendenti regionali in servizio e in quiescenza, senza alcun riferimento alla capacità reddituale dei destinatari dei benefit». Sotto accusa anche le politiche della formazione che sono state spesso oggetto dell’interesse della procura della Corte dei conti con ben 70 istruttorie avviate e numerose condanne per reati che evidenziano il perseguimento di interessi personali e non certamente generali.

Altra nota dolente il turismo per la mancata attuazione di politiche di sviluppo del settore e soprattutto per gli appuntamenti mancati nell’utilizzo dei fondi europei. Dice il procuratore Aloisio. «Appare incredibile che non si riesca a utilizzare come primo fattore di crescita economica il turismo, tenuto conto dell’ineguagliabile patrimonio paesaggistico e monumentale, nonché delle vocazioni culturali della nostra terra, che non sono supportate da un piano turistico adeguato e sono penalizzate dalla mancata cura delle infrastrutture e dei servizi. La Regione Sicilia conferma un tradizionale gap programmatico, dimostrando di non essere capace di utilizzare le straordinarie opportunità derivanti dall’Unione Europea. Situazione confermata, tra l’altro, dall’incasso complessivo, nel 2015, dei biglietti d’ingresso relativi all’intero patrimonio monumentale e museale dell’Isola, d’importo inferiore a quello registrato nel solo sito di Pompei. In troppi casi –trascurando di migliorare le capacità infrastrutturali, organizzative, di accoglienza e di promozione turistica– si è persa l’opportunità di trarre beneficio economico dai beni archeologici recuperati alla fruizione pubblica, come nel caso della Dea di Morgantina, restituita al nostro Paese dal Getty Museum di Malibu e riportata ad Aidone nel 2011.

Già nel programma operativo di sviluppo regionale 2007-2013 i dati dell’investimento dei fondi europei, assegnati per la promozione e la conservazione del patrimonio culturale, si era evidenziata una gestione fallimentare, che in alcuni casi ha registrato una spesa pari a solo lo 0,65% delle somme stanziate. Per il periodo successivo, su un’iniziale provvista di 130 milioni di euro, al 31 dicembre 2014 sono stati impegnati soltanto 24 milioni; circostanza che da un lato conferma la difficoltà di gestire in maniera manageriale il settore, dall’altro giustifica il drastico taglio del Fondo Europeo Sviluppo Regionale 2014-2020 per oltre 200 milioni di euro, che sarebbero serviti anche per rilanciare turismo e occupazione».


SALVARE LA SICILIA DAI SICILIANI
07/03/2016 | 12.32.42
cassandra

Di chi è la responsabilità di questo sfacelo? Non si può dire che sia solo dei politici, perché sono stati eletti dal popolo siciliano. Per il parlamento si dice sempre che la colpa è dei partiti, perché i membri del parlamento sono stati "nominati" dai partiti e non eletti, ma in Sicilia vige un sistema elettorale proporzionale e con il voto di preferenza: dunque i siciliani sono, in maggioranza, o incapaci di scegliere persone capaci e oneste, o complici consapevoli di una classe politica disonesta e devastatrice come chi la elegge. Tertium non datur.
La Regione speciale va immediatamente smantellata e occupata da un corpo militare straniero, che salvi la Sicilia dai siciliani. Non è un paradosso, ma la pura realtà!


06/03/2016 | 20.42.25
salvatore

praticamente come dice il titolo principale dell´articolo in oggetto, in questa maledetta sicilietta non funziona assolutamente niente.
Questa povera terra altro non è che uno stipendificio fatto per la stragrande maggioranza di impiegati pubblici che al 90percento non sanno fare altro che riscaldare sedie, scrivanie con annessi.
Solo vergogna e nient´altro.