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Lunedì 21 Maggio 2018 - Aggiornato alle 12:19
PALERMO - 05/03/2016
Sicilia - Contestate le decisioni del governo

"Crociata" del Codacons a tutela della prima casa

Il segretario nazionale Tanasi parla di "Regalo del governo alle banche" Foto Corrierediragusa.it

"Crociata" del segretario nazionale Codacons, contro la norma sulla possibilità per le banche di vendere le case dei cittadini in caso di mancato pagamento di alcune rate, indipendentemente se queste siano 7 o 18, e che finirà davanti la Corte Costituzionale. Il Codacons è pronto a ricorrere alla Consulta per bloccare ciò che lo stesso Francesco Tanasi definisce "L’ennesimo "regalo" del governo alle banche". Per Tanasi le proposte di modifica al decreto annunciate, che porterebbero da 7 a 18 il numero di rate non pagate oltre il quale scatta la vendita dell’immobile, vanno bocciate tutte e con fermezza. "Non conta infatti - dice Tanasi - il numero dei mancati pagamenti, ma l’aberrante principio che il governo intende introdurre e che apre la strada a un pericolosissimo precedente. Se si elimina l’art. 2744 del Codice Civile, il divieto di patto commissorio viene meno e decade qualsiasi tutela giuridica dei debitori. Non solo. Per il Codacons - prosegue il segretario nazionale - non ha alcuna validità la previsione che la vendita dell’immobile potrà avvenire solo in presenza di un accordo scritto tra le parti. Le banche potranno infatti vincolare la concessione del mutuo all’accettazione, da parte del cliente, della clausola sulla vendita diretta dell’immobile, al pari di quanto avviene ad esempio con le polizze assicurative, laddove molti istituti non erogano il mutuo se il cliente non accetta di stipulare con loro una assicurazione sulla casa.
Considerato pertanto l’enorme squilibrio tra le parti e i possibili profili di incostituzionalità della norma, il Codacons -conclude Tanasi - chiederà la pronuncia della Consulta".