Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 830
PALERMO - 08/02/2016
Sicilia - Lo ha annunciato il Ministero dello sviluppo economico

Sulle trivellazioni non si capisce un... tubo

Plaudono le associazioni ambientaliste Foto Corrierediragusa.it

Il governo cambia linea e rigetta 27 istanze presentate dalle compagnie petrolifere che chiedevano la prospezione, la ricerca e la concessione di coltivare idrocarburi liquidi e gassosi. Lo ha annunciato il Ministero dello sviluppo economico, che precisa: "Le 9 istanze interamente ricadenti entro le 12 miglia sono state rigettate mentre le 18 istanze parzialmente ricadenti entro le 12 miglia sono state rigettate per la parte interferente. Con questi 27 provvedimenti possiamo affermare che all’interno delle aree interdette non insistono più istanze di permesso di prospezione, di permesso di ricerca e di concessione di coltivazione di idrocarburi". La Sicilia è interessata dal provvedimento varato dal Governo perchè quattro piattaforme si trovano davanti a Gela di proprietà della Eni Mediterranea e una davanti a Pozzallo, la Vega A di proprietà della Edison. Altre quattro sono in corso di valutazione di impatto ambientale tra cui l´ampliamento della Vega con un nuovo pozzo denominato Vega B che, alla luce del provvedimento del governo, essendo ricadente entro le 12 miglia dalla costa, non dovrebbe essere autorizzata. A tal proposito, tuttavia, la società concessionaria ha sempre sostenuto che trattandosi di un ampliamento e non di un nuovo pozzo, non ci dovrebbero essere problemi. Una questione giuridica sottile che dovrà essere approfondita. Nell´offshore ibleo è prevista inoltre una piattaforma, denominata Panda, che si trova a 21 miglia dalla costa e che quindi non sarà interessato dal provvedimento essendo oltre le 12 miglia. Quello che importa oggi è che è passata la linea di associazioni ambientaliste e movimenti che chiedevano lo stop alle trivellazioni sia a mare sia sulla terraferma.

Non a caso il presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi dice: "Non possiamo che accogliere positivamente la notizia. Come Wwf chiediamo il rigetto immediato e definitivo di tutti i procedimenti ancora pendenti nell’area di interdizione delle 12 miglia dalla costa e una moratoria delle attività di trivellazione a mare e a terra, sino a quando non sarà definito un Piano energetico nazionale volto all’abbandono delle fonti fossili, alla protezione del clima e rispettoso dei territori e dei mari italiani».

Secondo il recente report Medtrends appena realizzato dal Wwf (Mediterranean Marine Initiative ), oltre il 20% del Mediterraneo è dato in concessione per l’industria petrolifera e del gas e la produzione entro il 2030 di gas offshore verrà quintuplicata, soprattutto nell’area orientale del bacino. Per l’Italia sono previste 40 istanze di permesso di Ricerca e 9 istanze di Coltivazione e le zone più interessate sono il medio e basso Adriatico, il Canale di Sicilia e la Sardegna occidentale.