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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1040
PALERMO - 28/01/2016
Sicilia - Era stata esportata illecitamente alla fine degli anni 70’ e acquistata dal Paul Getty Museum

Da Malibù ad Aidone, il dio Ade torna a casa

Tutto è partito da un ricciolo di ceramica blu, ritrovato a Morgantina, e dalla pervicacia di due ricercatori Foto Corrierediragusa.it

La testa di Ade, meglio nota come "Barbablù" (foto), torna in Sicilia questo fine settimana. Più precisamente al museo di Aidone visto che fu ritrovata negli scavi di Morgantina alla fine degli anni 70´. Da qui la scultura venne esportata illecitamente e quindi venduta al Paul Getty Museum di Malibu a Los Angeles nel 1985 dal collezionista newyorkese Maurice Tempelsman per 500 mila dollari. La testa in terracotta, di epoca ellenistica, leggermente più grande delle dimensioni normali di una testa, rappresenta probabilmente il Dio Ade, divinità legata al culto di Demetra e Kore, particolarmente presente nell´interno della Sicilia. Tutto è partito da un ricciolo di ceramica blu, ritrovato a Morgantina. Da quel frammento gli archeologi del Museo archeologico di Aidone sono riusciti ad accertare la provenienza della Testa di Ade, per via delle consistenti (e rarissime) tracce di policromia, rosso mattone nei capelli e blu nella barba. Nel 2014 il sostituto procuratore della Repubblica Francesco Rio ha effettuato una rogatoria internazionale. Il Getty, una volta accertata la reale provenienza dell´opera. ha espresso immediata disponibilità alla restituzione.
Ci sono voluti, tuttavia, quasi tre anni di tira e molla da quando il Paul Getty Museum ha ammesso di avere comprato sul mercato nero una delle opere d´arte trafugate. Il reperto è stato consegnato dal museo californiano alla presenza del console generale d´Italia a Los Angeles Antonio Verde e dei rappresentanti della Procura della Repubblica di Enna e dei carabinieri del nucleo tutela Patrimonio artistico di Palermo diretto dal maggiore Luigi Mancuso.

"Dobbiamo soprattutto all´impegno e alla competenza degli archeologi italiani - ha precisato con fierezza il Console Generale Antonio Verde - se da un ricciolo di ceramica blu ritrovato tra i resti degli scavi di frodo a San Francesco Bisconti si è potuta accertare la provenienza della testa dello stesso caratteristico colore custodita al Getty". A capire che la testa di Ade proveniva da Morgantina è stata l´archeologa Serena Raffiotta, figlia dell´ex procuratore di Enna Silvio Raffiotta, da sempre in prima linea nella lotta per il recupero dei beni archeologici trafugati. Ed è stata proprio la Procura di Enna, con una rogatoria internazionale avviata nel 2014, a rendere possibile la restituzione che si era impantanata in una trattativa con il Paul Getty Museum per le spese di "importazione" del reperto.