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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 730
PALERMO - 17/12/2015
Sicilia - Interviene il comitato no triv

Trivelle ad oltre 12 miglia dalla costa, non in Sicilia

Il progetto Eni ed Edison non si ferma Foto Corrierediragusa.it

Si potrà trivellare a mare, ma solo oltre le 12 miglia dalla costa. Gli emendamenti presentati dal Governo, se accolti dal Parlamento, riguardano tuttavia dieci regioni italiane ma non la Sicilia. Gli emendamenti recepiscono molti dei punti presentati dai comitati No Triv e rappresentano a questo punto un passo indietro del governo Renzi rispetto a quanto previsto nella legge di Stabilità 2016. Dice il comitato No Triv: "Se il Parlamento accoglierà gli emendamenti del governo si avranno: il blocco dei procedimenti in corso entro le 12 miglia marine; le attività petrolifere non sarebbero più strategiche, indifferibili e urgenti; cadrebbe il vincolo preordinato all´esproprio della proprietà privata già a partire dalla ricerca degli idrocarburi; sarebbero eliminate le proroghe limitando quindi le attività di ricerca e di estrazione e si garantirebbe la partecipazione degli enti territoriali ai procedimenti per il rilascio dei titoli".

Tutto questo non vale per la Sicilia che risulta insieme a Puglia e Irpinia tra le aree che godranno meno di questo nuovo approccio. Il progetto Eni ed Edison che va sotto il nome di "off shore ibleo", destinato alla produzione di gas naturale e che prevede lo sviluppo integrato di due giacimenti di metano, con la realizzazione di otto nuovi pozzi di produzione ed esplorativi a largo della costa compresa tra Gela, Licata e Ragusa si trova infatti oltre le 12 miglia ed un paio di pozzi vicino Licata si trovano appena a 11 miglia. Inoltre le modifiche governative agli articoli della Legge di Stabilità riguardanti le ricerche petrolifere dicono che "i titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento". E siccome l´off shore ibleo ha avuto una concessione di 20 anni sono intoccabili per cui nel Canale di Sicilia si potrà continuare tranquillamente a trivellare perchè i diritti acquisiti non si toccano, con buona pace di comitati, amministratori e residenti.

Secondo una interpretazione tecnica al largo di Pozzallo salterebbe la piattaforma Vega B della Edison che sarebbe dovuta sorgere accanto alla piattaforma madre della Vega A, che è invece attiva da oltre 30 anni per l´estrazione del greggio. Insomma la partita sulle trivellazioni è ancora tutta da giocare, soprattutto in Sicilia, regione tra le più interessate dalle ricerche petrolifere a mare e dove si potrebbe perpetrare ancora una volta una discrasia rispetto a tutto il resto d´Italia in forza delle concessioni già autorizzate e quindi non rientranti negli emendamenti introdotti dal governo.