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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 801
PALERMO - 15/12/2015
Sicilia - Approvato in commissione Bilancio alla Camera l’emendamento

No a stabilizzazione e proroga di un anno per 22 mila precari

Restano fuori quelli dei Comuni in dissesto o in piano di rientro Foto Corrierediragusa.it

Nessuna stabilizzazione. E proroga di un anno soltanto per gli oltre 22 mila precari degli enti locali. La commissione bilancio della Camera, nella notte ha dato il via libera all´emendamento alla legge di stabilità nazionale che consentirà, come del resto avvenuto da diversi anni a questa parte, la semplice prosecuzione dei contratti per altri dodici mesi. Nel testo che dovrà ovviamente passare l´esame del parlamento non si fa riferimento né alle stabilizzazioni, né ai precari dei Comuni in dissesto e pre-dissesto. Questi ultimi rimangono al momento quindi fuori dalla proroga. Anche se il governo si sarebbe impegnato a prevedere una norma per questi lavoratori nel prossimo ddl «milleproroghe». Alla fine, quindi, a quei lavoratori, precari spesso da vent´anni, è stata garantita la soluzione minima. Nonostante le rassicurazioni giunte in passato da Roma. A Palermo, invece, pochi mesi fa il ministro Madia si era anche impegnato alla predisposizione di un tavolo tecnico per lavorare alle stabilizzazioni. Richieste anche da sindacati, Anci e dallo stesso governo Crocetta che la scorsa settimana hanno firmato un documento congiunto con richiesta di audizione alla Camera.

E invece, alla fine ecco la solita «proroghina». Per giunta di un solo anno, a differenza dei tre anni di cui si era parlato nei giorni scorsi. Anche per questo motivo, uno dei deputati siciliani in commissione bilancio, l´ex presidente Angelo Capodicasa parla di «risultato minimo, ma viste le circostanze, é già qualcosa. La norma approvata – conferma il parlamentare Pd - non contempla deroghe per i comuni dissestati o sotto piano di rientro. Anche per quest´ultima fattispecie, ci viene assicurato che entrerà nel decreto mille proroghe la cui emanazione è prevista entro la fine di questo mese. Se devo dire di essere contento, - aggiunge - mi dispiace, ma non posso dirlo. Dopo dieci giorni di presenza consecutiva in commissione, 31 ore senza dormire e visti gli impegni presi, onestamente, pensavamo che si potesse ottenere qualcosa di più. Vuol dire che approvata questa norma, - ha concluso - bisognerà di nuovo tornare a lavorare su questo argomento». E così, i precari «a tempo indeterminato» da un lato tirano un sospiro di sollievo. Dall´altro rimangono appesi a un filo. Accursio Sabella - Livesicilia