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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1329
PALERMO - 04/12/2015
Sicilia - "Ho dato a voi l’esempio" (Exemplum dedi vobis)

Ecco lo stemma di Don Lorefice che si insedia quale Arcivescovo di Palermo

Una folla di fedeli iblei seguirà l’evento nel capoluogo isolano Foto Corrierediragusa.it

"Ho dato a voi l´esempio" (Exemplum dedi vobis) è il motto per il nuovo arcivescovo di Palermo. Don Corrado Lorefice si è ispirato al Vangelo di Giovanni quando citando Gesù l´evangelista dice "Vi ho dato l’esempio, affinché come ho fatto io, facciate anche voi». Mons. Lorefice ha ufficilizzato alla vigilia del suo insediamento alla guida della arcidiocesi di Palermo lo stemma Episcopale, Cappello e Croce. Nel campo rosso le tre stelle d’oro indicano: la SS.ma Trinità; Maria SS.ma, Vergine, Madre e Discepola; l’Eucaristia, la Parola di Dio e i Poveri. Il tempietto rappresenta la Chiesa formata da pietre vive espresse dalle colonne con le foglie verdi attorcigliate. Il catino con l’asciugatoio indica il Servizio pastorale. Nel campo azzurro il simbolo certosino della croce piantata sul globo terrestre, con la scritta ad indicare il supremo punto di riferimento e di salvezza nelle cangianti vicissitudini del mondo. Tre stelle a indicare la comunione trinitaria, fonte della testimonianza cristiana; la Vergine Madre custode della comunione ecclesiale; le tre P, ricchezza della Chiesa eucaristica, serva e povera che condivide la gioia dell’Evangelo con gli uomini e le donne di questo nostro tempo, con un amore preferenziale per i poveri e i piccoli :Parola, Pane eucaristico, Poveri/Piccoli. Le tre P che l´arcivescovo aveva annunciato da qualche settimana e che saranno la sua guida spirituale.

Una costruzione di pietre vivificate da foglie verdi: la Chiesa fatta di pietre vive compaginate dallo Spirito. Un catino e un asciugatoio il gesto di Gesù che lava i piedi agli Apostoli come richiamo ai discepoli perché non si stanchino di conformarsi nel dono estremo di sé al loro Signore.
Una croce (quella dei Certosini di S. Bruno), punto fermo in mezzo ai mutamenti del mondo e segno supremo di amore per gli uomini (Gv 13, 16). Rimanendo saldamente uniti a Cristo, si vive associati al suo mistero di salvezza, come Maria rimasta presso la Croce, unita al Figlio nella stessa offerta d’amore.

Tutto è ormai pronto per la solenne cerimonia dell´ordinazione episcopale. Sabato alle 16.45 i vescovi si prepareranno nella sala attigua l’Ufficio dell’Arcivescovo in Episcopio e contemporaneamente, i presbiteri e i diaconi indosseranno i paramenti liturgici nella sala Filangeri e in quella attigua il piano nobile del Palazzo Arcivescovile da dove partirà la processione introitale che si snoderà dall’esterno attraversando via Bonello. All’ingresso in Cattedrale, il canto d’ingresso, eseguito dal Coro della Cattedrale, diretto dal maestro Mauro Visconti, accompagnerà la processione dei concelebranti.

Il Cerimoniale dell’Ordinazione Episcopale prevede che giunti in presbiterio, il card. Paolo Romeo, ordinante principale, siederà sulla Cattedra e accanto a lui i due vescovi Staglianò e De Nicolò. L’ordinando si siederà invece di rimpetto alla cattedra, assistito dai due presbiteri assistenti, mons. Angelo Giurdanella, vicario generale della diocesi Noto e mons. Gerardo Belzaino della diocesi di Aversa.

Dopo i riti introduttivi e l’atto penitenziale, seguirà la liturgia della Parola con le letture della Messa domenicale della II di Avvento. Al termine della proclamazione del Vangelo, avrà inizio la liturgia di ordinazione con il canto del «Veni Creator» per invocare lo Spirito Santo sull’ordinando. Subito dopo la presentazione dell’eletto, che si avvicinerà al cardinale con i due presbiteri assistenti, uno dei quali chiederà di procedere all’ordinazione: a quel punto, il presidente chiederà di dare lettura del mandato del Papa, e mons. Giurdanella, leggerà la bolla di nomina con cui mons. Lorefice viene designato dal Santo Padre Francesco alla guida della Chiesa palermitana.

Dopo la lettura della Bolla seguirà l’omelia che sarà pronunciata dal card. Romeo, quindi il rito prosegue con le domande rivolte all’eletto, che manifesterà la propria volontà di assumere i gravosi impegni dell’episcopato.
Si passa quindi all’invocazione della Chiesa celeste, con il canto delle Litanie dei santi, durante il quale mons. Lorefice si prostrerà a terra. Subito dopo, il momento culminante dell’azione sacramentale: l’imposizione delle mani sul capo dell’eletto da parte dell’ordinante principale e dei due consacranti e tutti gli altri vescovi presenti, che sfileranno a imporre le mani sul capo di mons. Lorefice sul quale poi il cardinale Romeo pronuncerà la preghiera consacratoria. Il cardinal Romeo impone sul capo dell’eletto il libro dei Vangeli aperto e due diaconi, stando in piedi alla destra e alla sinistra dell’ordinando, tengono il libro dei Vangeli sopra il suo capo fino a che non è terminata la preghiera di ordinazione.

A quel punto l’ordinazione sarà avvenuta, e sarà suggellata con i riti esplicativi, a partire dall’unzione col sacro crisma sul capo dell’ordinato. A mons. Lorefice saranno poi consegnate le insegne episcopali: l’anello al dito (dono dell’Arcidiocesi di Palermo), la mitria sul capo e soprattutto il pastorale (dono del card. Romeo). Al termine della celebrazione, sarà presentato oltre all’anello che già indossa, il pastorale offerto dall’Arcidiocesi di Palermo.

A questo punto, avverrà l’insediamento sulla cattedra, che il card. Romeo «cederà» al nuovo vescovo, il pastorale (offerto dall’Arcidiocesi di Palermo), che da questo momento prende possesso a tutti gli effetti della diocesi palermitana. Quindi, l’abbraccio di pace con tutti i confratelli vescovi, a simboleggiare l’accoglienza di mons. Lorefice nel collegio episcopale.

Sarà il neo ordinato ad assumere quindi la presidenza della liturgia eucaristica, dall’offertorio in poi. Dopo la comunione e l’orazione conclusiva, il canto solenne del «Te Deum», mentre il nuovo vescovo percorrerà la navata della basilica impartendo a tutti la benedizione. Quindi, mons. Lorefice rivolgerà la sua parola al popolo e concluderà la liturgia con la benedizione solenne. Al termine la processione dei concelebranti raggiungerà l’Episcopio, dove saranno dismessi i paramenti liturgici.

Grande è l´attesa nella diocesi di Noto, ed in particolare a Ispica, città natale di Mons. Lorefice e Modica, città dove è stato arciprete della chiesa di S. Pietro. Dalla diocesi saranno presenti in 700 nella cattedrale di Palermo a seguire la cerimonia liturgica e l´insediamento. tanti sono i pass concessi alla Diocesi netina. Dieci i pullman dai vari comuni e molti si recheranno privatamente in macchina. Alla funzione saranno presenti tre sindaci in forma ufficiale, quello di Ispica, di Modica e di Palermo.

Clicca sullo stemma di Don Lorefice sotto per ingrandire