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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1150
PALERMO - 17/11/2015
Sicilia - Omicidio a Carini

"Ridammi il wifi" e uccide il padre: fermata figlia 38enne

La vittima è un pensionato di 70 anni Foto Corrierediragusa.it

Omicidio alle porte di Palermo. Una donna di 38 anni ha accoltellato il padre di 70 anni nel corso di una lite, il fendente ha ucciso sul colpo l´uomo. È successo in corso Garibaldi, nella zona centrale del paese. Sul posto i carabinieri della compagnia di Carini, che hanno già fermato la ragazza, e gli agenti della polizia locale. Sarebbe dipesa da un uso eccessivo del computer la lite scoppiata tra Stefania Bologna e il padre Francesco. La donna, che avrebbe problemi psichici, dopo la discussione ha colpito la vittima al petto con una coltello da cucina. In casa, a Carini, c´era anche la madre che ha chiamato i sanitari del 118. Il marito, però, era già morto. "Litigavano continuamente. Spesso sentivamo le urla" racconta un vicino di casa della donna che descrive il clima teso che c´era in famiglia. La donna, che avrebbe problemi psichici, si sarebbe affacciata al balcone, dopo avere accoltellato il padre in seguito all´ennesima discussione, e avrebbe chiamato i vicini. "Il signor Bologna, la moglie e la figlia abitavano qui da sei mesi. Fino a poco tempo fa avevano vissuto nella zona delle case popolari, dove Stefania non voleva stare". A raccontarlo è Salvatore La Barbera, ex vicino di casa del settantenne oggi pomeriggio ucciso a coltellate dalla figlia. "Erano stati costretti ad andare via da lì perché la ragazza ha tentato più volte di gettarsi dal balcone. Più volte li abbiamo aiutati ed abbiamo evitato che si verificasse la tragedia. Stefania purtroppo ha sempre avuto problemi, trasferirsi qui credevano fosse la soluzione. Il signor Bologna - aggiunge - era una bravissima persona. Quando passavo da qui mi capitava di vederlo seduto sul balcone che fumava una sigaretta. Una persona pacifica, che nella vita si era dedicata alla moglie e alla figlia".

"Le liti erano all´ordine del giorno - dice una donna che abita nella palazzina accanto al luogo della tragedia - purtroppo sentivamo spesso le urla, ma non avremmo mai immaginato che si sarebbe arrivati a tanto".

Monica Panzica - Livesicilia