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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1302
PALERMO - 14/11/2015
Sicilia - Riceviamo a pubblichiamo da un dirigente comunale

Sicilia: comuni a rischio default

Ad aggravare la situazione il mancato finanziamento delle spese in conto capitale Foto Corrierediragusa.it

Riceviamo e pubblichiamo dal dirigente comunale di Vittoria Giuseppe Sulsenti questo interessante articolo sulle difficoltà vissute dagli enti locali (in particolar modo i piccoli comuni) a causa della iniquità nella ripartizione dei fondi:

L’on Giovanni Pistorio (foto) ha fatto appena in tempo a firmare il decreto assessoriale n.272 del 22.10.2015, prima che la Giunta Regionale, per l’ennesima volta, si dissolvesse. Con tale decreto si ripartiscono le somme agli Enti locali per la gestione corrente e quale compartecipazione al gettito regionale Irpef, di cui al comma 1 dell’art.6 della L.R. 5/2014 e di quota del Fondo perequativo comunale, previsto dal comma 2 del medesimo articolo 6. Sebbene non e’ stato raggiunto alcun accordo con l’Anci, sulla ripartizione della dotazione pari ad euro 340 milioni, l’Assessore ha dato prova di grande capacità d’ intervento ed ha approvato «motu proprio» la ripartizione. I criteri seguiti saranno stati sicuramente equi e razionali, ciò nonostante si solleva il dubbio di eccessiva solidarietà leggendo alcuni esempi di somme assegnate pro capite. Per quanto riguarda il rapporto tra somme assegnate e popolazione residente si evince una forte distorsione a favore dei piccoli Comuni, ed in particolare dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, a cui la Legge 27 dicembre 1977, n.984 garantisce un’assegnazione di parte corrente non inferiore a 100 milioni di euro. E’ evidente che una simile riserva poteva avere una sua valenza trenta o quarant’anni fa. Ma nell’ultimo quinquennio le somme a disposizione degli Enti locali hanno subito una riduzione per oltre il 60%, risulta quindi assolutamente insostenibile una riserva di tale portata. Estremizzando, tra qualche anno, non appena gli stanziamenti regionali subiranno un’ulteriore riduzione, tutti i fondi saranno assegnati ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitante. Sarebbe auspicabile un intervento legislativo urgente di revisione e un controllo, in sede di Conferenza Regione-Autonomie Locali, sull’effettiva individuazione dei cosiddetti piccoli Comuni; tanti hanno superato tale soglia nonostante siano ancora inseriti nell’elenco dei piccoli comuni.

Per l’anno in corso, il dramma per gli Enti locali, si sta consumando con il mancato finanziamento delle spese in conto capitale. Il Fondo per investimenti dei comuni, per l’anno 2015 cosi’ come determinato dal comma 4 dell’art.6 della L.R. 9/2015, ammonta ad euro 115 milioni. Si scopre solo lo scorso 29 ottobre, a seguito comunicazione dell’Assessorato delle Autonomie Locali all’Anci Sicilia, che il finanziamento di tale spesa e’ subordinato alla definizione della procedura di stipula di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti.

E’ evidente che la comunicazione delle somme spettanti a ciascun comune, quale quota parte del finanziamento delle spese per investimenti, non ha alcun valore e non puo’ essere utilizzata per l’iscrizione in bilancio della relativa entrata. Vale la pena ricordare come l’accertamento di un entrata, presuppone idonea documentazione e si perfeziona quando vengono verificati ed attestati i requisiti previsti dal Testo Unico degli Enti locali. In particolare occorre : a) il titolo giuridico che supporta il credito; b) l’individuazione del soggetto debitore; c) l’ammontare del credito e la relativa scadenza.

C’è da chiedersi se la Regione sarà in grado di contrarre il mutuo entro la fine dell’anno, poiché solo in questo modo si avrebbe la certezza delle risorse da attribuire ai Comuni e la conseguente possibilità di mantenere le somme nei Bilanci degli Enti locali. La richiesta del mutuo avrebbe dovuto essere avanzata entro lo scorso settembre per consentire una corretta attività istruttoria presso un istituto finanziatore. E’ evidente che i cambi nella squadra di governo non consentono assolutamente di dare continuità all’azione amministrativa, di programmare, pianificare e realizzare per tempo le cose scritte e promesse; tuttavia, la colpa non e’ solo della politica, ma anche di una classe dirigente non consapevole del ruolo assunto e incapace, molte volte, di assolvere i propri compiti.

Giuseppe Sulsenti
Dirigente comune Vittoria