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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 652
PALERMO - 03/11/2015
Sicilia - L’ex presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo

Sospeso da funzioni e stipendio il giudice Silvana Saguto

La procedura prevede che incassi un assegno di mantenimento pari ai 2/3 della precedente retribuzione Foto Corrierediragusa.it

Il Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio Silvana Saguto (foto), l´ex presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, indagata per corruzione, abuso d´ufficio e riciclaggio dalla Procura di Caltanissetta. In realtà, la procedura prevede che il magistrato incassi un assegno di mantenimento pari ai 2/3 della precedente retribuzione. La Sezione disciplinare di Palazzo dei marescialli ha così accolto la richiesta del ministro della Giustizia e del procuratore generale della Cassazione. Si tratta di una sospensione cautelare, in attesa che si completi l´iter del procedimento disciplinare. Dalla "gravità" delle condotte contestate all´ex presidente delle Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, deriva, secondo il Csm, "una perdita di prestigio irrimediabile". Il giudizio è contenuto nelle motivazioni scritte dalla sezione disciplinare. Il magistrato ha compiuto un "abuso" delle sue funzioni "a profitto proprio e della propria famiglia". "E il danno e´ tanto maggiore", considerato che tutto ciò " si e´ verificato in un ufficio storicamente impegnato nella lotta alla criminalità organizzata e proprio per questa ragione considerato nel Paese un simbolo e un punto di riferimento della legalità". Il magistrato, dunque, è stato sospeso anche per "il pericolo" che le "condotte illecite accertate" possano essere reiterate. Un rischio che il tribunale delle toghe riconduce alla "situazione di grave difficoltà economica" di Saguto che appare "endemica"

A nulla, dunque, è servita la difesa del magistrato che era stata ascoltata dal Consiglio superiore della magistratura. "Non ha mai intascato un euro e gli accertamenti bancari lo provano", aveva detto il suo legale, l´avvocato Giulia Bongiorno, bollando le accuse come "umilianti e basate su errori macroscopici".

Secondo il ministro Orlando, la Saguto ha fatto "un uso distorto" della sue funzioni per "interessi privati", "peraltro in un contesto che inevitabilmente investe, per la sede in cui i fatti sono maturati, la credibilità stessa della risposta delle istituzioni al fenomeno mafioso". Ed ancora: i fatti contestati all´ex presidente per la loro "oggettiva gravità", determinano "l´incompatibilità" con l´esercizio delle funzioni giudiziarie. E la credibilità della lotta alla mafia è in pericolo per la "centralità del ruolo che le misure di prevenzione patrimoniale assumono nelle strategie di repressione e contrasto".

Sono sei gli illeciti disciplinari che il ministro della Giustizia contesta al giudice, a cominciare dalla violazione dei doveri di imparzialità e correttezza. E ruotano tutti sulla nomina e la liquidazione dei compensi ad amministratori giudiziari "in cambio di incarichi o consulenze assegnate a componenti del nucleo familiare del magistrato da amministratori nominati in occasione di procedure di prevenzione disposte da tribunali diversi da quello di Palermo". A carico del magistrato "sono ancora in corso accertamenti", si leggeva nell´atto d´accusa ministeriale, su "ulteriori profili rilevanti in sede penale". "Indipendentemente" dal loro esito, "le verifiche sin qui condotte - scriveva il ministro - riscontrano l´esistenza di gravi irregolarità nella gestione delle procedure di conferimento degli incarichi e di liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari, anche sotto il profilo degli adempimenti di carattere amministrativo".

Il riferimento è all´atto giudiziario che, come è emerso dalle intercettazioni, Saguto ha scritto "sotto dettatura" del professore Carmelo Provenzano. Provenzano, che è ricercatore all´Università Kore di Enna, veniva citato anche in un altro passaggio dell´incolpazione: sarebbe stato lui a scrivere la tesi per la laurea in legge del figlio di Saguto, Emanuele Caramma, dopo averlo aiutato in precedenza nel superamento di un esame. Tra gli "ingiusti favori" che il giudice Saguto - secondo Orlando - avrebbe ottenuto dall´amministratore giudiziario di un´impresa, ci sono anche "derrate alimentari".

C´è poi il capitolo dell´avvocato Walter Virga, "nominato amministratore nella procedura relativa alla Nuova Sport Car Spa e autorizzato a rivestire la carica di componente del Consiglio di amministrazione in numerose società" che "assumeva quale collaboratrice del proprio studio professionale la dottoressa Mariangela Pantò, legata sentimentalmente al figlio della dottoressa Saguto". Ci sono anche altre due accuse: aver "divulgato notizie riservate" (si tratta del contenuto di una nota con cui un amministratore giudiziario chiedeva di revocare il proprio coadiutore); e aver "sottoscritto decreti di liquidazione di onorari agli amministratori giudiziari privi di motivazione".

Riccardo Lo Verso - Livesicilia