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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 728
PALERMO - 27/10/2015
Sicilia - Tragedia sfiorata nella villa della donna

Ex moglie di Schillaci tenta suicidio con il gas in casa

L’ex calciatore ha sempre difeso la sua compagna Foto Corrierediragusa.it

Secondo quanto riporta Palermo Today Rita Bonaccorso, ex moglie di Totò Schillaci (foto), avrebbe tentato il suicidio nella sua villa nel capoluogo siciliano. Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe aperto il gas in casa per farla esplodere e sarebbe stata salvata da polizia e vigili del fuoco intervenuti tempestivamente dopo essere stati chiamati dai vicini. Ignoti i motivi del gesto, forse collegati alla vicenda giudiziaria di cui è vittima. La donna, 48 anni, era ancora cosciente all´arrivo di polizia e vigili del fuoco. Prontamente soccorso è stata poi trasferita in ospedale. Da più di 20 anni l´ex moglie dell´eroe di Italia ´90 è perseguitata da una vicenda giudiziaria e la casa dove risiede è stata messa all´asta dal tribunale. La brutta storia, cornice la Torino degli anni ´90, la vede coinvolta in quanto "socia apparente" di una gioielliera in voga nel mondo calcistico torinese e degli affari. La Bonaccorso rimane coinvolta anche lei nel fallimento del locale e poi in quello della ditta svizzera fornitrice di anelli, bracciali, diamanti e rubini per 390 milioni di lire. Gioielli mai pagati e finiti al centro di una rapina, secondo i giudici organizzata dall´amica proprietaria. Da allora comincia per lei un´odissea senza fine, a causa della quale spende centinaia di migliaia di euro senza riuscire a venirne fuori pulita.

In un´intervista a La Repubblica nel 2012, anche Schillaci è sceso in campo apertamente per difendere l´ex compagna. "Non si può colpevolizzare una persona che non è mai entrata a far parte di una società, solo perché qualcuno ha approfittato della mia fama. Se io avessi saputo che la mia ex moglie faceva parte di una società, non le avrei mai pagato vent´ anni di salatissime spese legali. C´ è tanta falsità in questa storia. Non possono pagare i miei figli per un´ amicizia sbagliata". "Solo se mi proclamano innocente lascerò la casa. Chiedo che i giudici riguardino di nuovo le carte" supplicò la Bonaccorso. Tre anni dopo il gesto disperato di una donna che forse non ce la faceva più a combattere.