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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 828
PALERMO - 23/10/2015
Sicilia - Il presidente Anas Gianni Vittorio Armani ha detto la sua a Roma

VIDEO Tangenti e voto di scambio Anas

Si susseguono dichiarazioni e prese di posizione su questo caso eclatante Foto Corrierediragusa.it

L´inchiesta "Dama Nera" rischia di mandare a soqquadro alcuni lavori pubblici importanti in Sicilia. Si susseguono dichiarazioni e prese di posizione su questo caso eclatante. Intanto il presidente Anas Gianni Vittorio Armani ha detto la sua a Roma (vedere video)


Nell´occhio del ciclone in particolare i lavori affidati alla Tecnis e alla Cogip Infrastrutture, le due società con base a Tremestieri Etneo di cui sono titolari gli imprenditori Concetto Albino Bosco e Francesco Domenico Costanzo.
I due imprenditori sono stati arrestati insieme a cinque dirigenti dell´Anas, un altro imprenditore e l´ex sottosegretario alle Infrastrutture e ex presidente della Regione Calabria, Gigi Meduri. Dovranno rispondere di corruzione con pagamento di tangenti, che come scrivono gli investigatori, era un "sistema assolutamente strutturato e per nulla episodico”. Secondo gli uomini delle Fiamme Gialle in Anas c’era una vera e propria "cellula criminale" che aveva un “diffuso rapporto di connivenza in tutta Italia” e che utilizzata, come nei contesti mafiosi, dei pizzini per scambiarsi le informazioni tra gli imprenditori ed i funzionari pubblici corrotti, “in modo da non lasciare traccia di quelli che erano gli accordi corruttivi”. Insomma, “un sistema collaudato, tutt’altro che episodico”. L´arresto dei due imprenditori catanesi, che sono stati spesso presentati come paladini dell´antimafia, e il loro diretto coinvolgimento potrebbe avere ripercussioni dirette sui lavori che la Tecnis ha in appalto. Oltre agli interporti di Catania e Palermo e le banchine del porto di Tremestieri a Messina anche il raddoppio della superstrada Ragusa Catania, che dovrà essere realizzata grazie ad un progetto di finanza, di cui la Tecnis è titolare insieme ad altre imprese. L´indagine vuole infatti accertare se e come le opere che sono state aggiudicate alla Tecnis, al pari di altre imprese, siano state inficiate da passaggi illeciti di denaro per corrompere i funzionari dell´Anas sotto inchiesta. Insomma le cose, già non semplici, per l´esito positivo dell´avvio della Ragusa Catania volgono al peggio perchè l´inchiesta potrebbe essere lunga e soprattutto portare ad un blocco dell´iter.

L´ufficio stampa della Tecnis a proposito del coinvolgimento dei due imprenditori ha diffuso un comunicato in cui si legge: "Tecnis intende chiarire che agli imprenditori Bosco e Costanzo non sono state rivolte accuse né per associazione a delinquere, né per appalti truccati. Le imputazioni riguardano il reato di “corruzione”, non perottenere somme non dovute. Le interferenze al vaglio della magistratura riguardano piuttosto un tentativo di accelerare i tempi di pagamento di corrispettivi dovuti, nonché per ottenere in tempi accettabili la presa d’atto per la cessione del ramo d’azienda Lombardia, necessaria per fare cassa per poter far fronte alle esigenze finanziarie dell´azienda".

Duro in proposito il commento di Marco Falcone, capogruppo di Fi all´Ars: "L’antimafia del pensiero dominante radical chic sta cadendo pezzo dopo pezzo. I nuovi "cavalieri del lavoro" catanesi e siciliani, coinvolti nell’inchiesta sugli appalti Anas, tutti in prima fila nei convegni sulla legalità e sull’antimafia, vicini a politici di sinistra di primissimo piano, e ai più alti ambienti confindustriali siciliani, oggi finiscono alla sbarra. Fatto gravissimo che non solo mortifica il principio di legalità, ma che infrange le aspettative di tanti siciliani onesti che ancora credono al regolare e corretto rapporto tra la pubblica amministrazione e le imprese che dalla stessa conseguono appalti. Vista la gravità delle accuse, tra cui quella di voto di scambio, siamo particolarmente preoccupati per il mantenimento dei livelli occupazionali per centinaia e centinaia di poveri lavoratori siciliani e per il completamento delle opere in corso”.