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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1387
PALERMO - 20/10/2015
Sicilia - Niente da fare per l’acqua pubblica

Roma boccia riforma siciliana su acqua

Il consiglio dei ministri ha rimandato tutto al mittente Foto Corrierediragusa.it

Il governo regionale di Rosario Crocetta (foto) fa collezione di bocciature. Dopo la legge sugli appalti e quella più recente sulle Province, senza contare il piano sanitario, il Consiglio dei Ministri ha infatti rimandato al mittente pure la riforma dell´acqua pubblica. Per il Cdm la legge n. 19 dell´agosto 2015, "Disciplina in materia di risorse idriche" votata dall´Ars va corretta in molti punti. "Numerose disposizioni - spiega il comunicato finale di Palazzo Chigi - contrastano con le norme statali di riforma economico sociale in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell´ambiente, spesso di derivazione comunitaria, eccedendo in tal modo dai limiti posti alle competenze regionali". Il governo Crocetta dovrà dunque rimettere in mano alla legge e riformarla nei punti più sensibili prima di sottoporla ancora per l´approvazione definitiva al Governo nazionale. I punti più contestati sono quelli relativi alle garanzie per assicurare l´acqua come bene pubblico, prevedere un sistema di distribuzione efficiente e quindi un solo ambito e non nove ed evitare che ogni comune gestisca a modo suo la risorsa.

Il presidente Crocetta in una nota ha assicurato subito un intervento: "Il governo regionale, sulla base del confronto già avviato con il governo nazionale, convocherà immediatamente la commissione parlamentare, l´assessore competente e l´ufficio legislativo e legale della Regione, per valutare insieme gli atti necessari da compiere per superare il problema".

Marco Falcone, capogruppo all´Ars di Forza Italia è molto critico: "La bocciatura della riforma siciliana del servizio idrico da parte di Palazzo Chigi è l’ennesima certificazione della disfatta dei governi di Rosario Crocetta, sostenuti da una maggioranza disordinata, incapace e litigiosa. Credo che della bocciatura debba rispondere principalmente l’assessore Contraffatto, che esordisce nel peggiore dei modi (più da scolara che non da tecnico esperto) e che farebbe forse meglio a dimettersi prima che la revochino dall’alto».