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PALERMO - 05/10/2015
Sicilia - La lunga e stucchevole "telenovela" continua

Liberi consorzi: consiglio dei ministri impugna legge

Un’ennesima figuraccia per Crocetta e una perdita di credibilità istituzionale agli occhi dello stesso governo nazionale Foto Corrierediragusa.it

La lettera del presidente della Regione non è bastata e il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge sui Liberi Consorzi. Ora è una corsa contro il tempo per rispettare il temine del 29 novembre perchè in quella data, infatti, sono state indette le elezioni dei presidenti dei Liberi Consorzi e delle Città metropolitane. Un´ennesima figuraccia per Crocetta e una perdita di credibilità istituzionale agli occhi dello stesso governo nazionale che aveva già messo in guardia sui punti ritenuti sensibili e che l´Ars ha ritenuto invece di modificare ad ogni costo invocando, ancora una volta e a sproposito, l´autonomia regionale. Il CdM ha motivato la sua decisione con il fatto che: "Talune disposizioni sono in contrasto con la legge Delrio. In caso di nuova normativa da parte dell´Assemblea regionale siciliana, che vada nel senso dei rilievi contenuti nell´impugnazione, il Governo valuterà l´opportunità di ritirare il ricorso". Roma attende dunque che l´Ars modifiche la legge nelle parti ritenute incostituzionali. L´esito di questo braccio di ferro tra Palermo e Roma era atteso. L´assessore all´Autonomie locali Giovanni Pistorio aveva definito "inevitabile" l´impugnativa, aprendo a modifiche, ma annunciando anche l´intenzione di resistere su alcune questioni. Tra i punti critici della normativa regionale, l´assenza del voto ponderato, che pesa il consenso per i vertici della città metropolitane e dei liberi consorzi in base al numero degli abitanti; e la mancata indicazione della coincidenza del sindaco metropolitano con il primo cittadino del capoluogo di Palermo, Catania e Messina.

L´Anci Sicilia ha preso posizione sull´argomento: "La decisione del Consiglio dei Ministri arriva a due mesi di distanza dall´invio di una lettera dell´Associazione dei comuni siciliani indirizzata al presidente Renzi, al ministro Alfano e al Presidente dell´Ars Ardizzone, in cui venivano sollecitati a valutare bene la coerenza della legge, approvata il 30 luglio scorso. Le osservazioni, evidenziate nella lettera del 4 agosto scorso, erano state autonomamente condivise da numerosi sindaci dell´Isola che si erano detti anche pronti a sostenere tutte le iniziative dell´ Associazione avverse alla legge. Da tempo l´Anci Sicilia sosteneva l´incongruenza della riforma siciliana con quanto disposto su scala nazionale dalla riforma Delrio".

Anche Sel con Erasmo Palazzotto sferra un duro attacco al governo Crocetta: "Cronaca di un disastro annunciato, l´ennesima riforma di un governo incapace di gestire anche l´ordinaria amministrazione. E intanto da due anni ormai le ex province sono enti sospesi e le nostre strade, la cui manutenzione spetterebbe alle province, cadono letteralmente a pezzi. Renzi invece di impugnare la legge farebbe bene ad assumersi la responsabilità politica di questo disastro e andare al voto in Sicilia. Saranno così i cittadini a giudicare se il PD é capace di governare o soltanto di gestire il potere".