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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1079
PALERMO - 24/09/2015
Sicilia - Il governatore ha ancora una volta fatto marcia indietro

Ritorna in aula la legge sui liberi consorzi

Un vero e proprio conflitto istituzionale dai risvolti incerti Foto Corrierediragusa.it

Rosario Crocetta si arrende. La legge sulle ex province per la quale aveva fatto le barricate e che aveva difeso fino a poche ore fa dovrà tornare in aula e essere modificata. Lo ha detto lo stesso presidente della Regione, soprattutto per la parte che riguarda il voto ponderato. Su questo non ci sono margini oppure si rischia lo scontro con Roma. Così come è stata approvata da Sala d´Ercole, per l´elezione del presidente del libero consorzio o del sindaco metropolitano, la preferenza espressa dall´amministratore del capoluogo vale come quella del collega di un lontano comune del comprensorio. In questo modo, il sindaco di Biancavilla, per fare un esempio, potrebbe avere lo stesso "valore" del sindaco di Catania. Secondo Palazzo Chigi questa norma non tiene conto del criterio della rappresentanza. Crocetta ha dovuto dunque venire a più miti consigli innescando la marcia indietro (ancora una volta): "E´ chiaro che il peso di un sindaco di un piccolo comune non può essere lo stesso di un sindaco di una grande città. Su questo il Governo è irremovibile. Credo proprio che i rilievi del Governo abbiano una ragionevolezza costituzionale".

Roma, con il premier Renzi, ha dettato la linea spiegando che il sindaco dell´area metropolitana deve coincidere con il sindaco del capoluogo e non essere scelto fra tutti quelli della Provincia. A questo punto saranno certamente congelate, per il momento, le elezioni di secondo grado per i sei liberi consorzi e le tre aree metropolitane, già indette da Palazzo d´Orleans per il prossimo 29 novembre.

E LA FARSA CONTINUA
E´ una riforma da smontare e riscrivere. Almeno sui punti che il governo centrale ha eccepito e che impugnerà. A meno che il presidente Rosario Crocetta non provveda subito ad apportare le opportune modifiche. La riforma delle Province vive il suo ennesimo travaglio visto per come è arrivata al traguardo dopo due anni di gestazione. A questo punto, con il contenzioso in corso, c´è seriamente da dubitare che si possa votare per i presidenti dei Liberi Consorzi il 29 novembre. Il primo effetto è che la campagna elettorale è stata congelata in attesa dell´evoluzione dei fatti. I rilievi della Presidenza del consiglio hanno inoltre innescato un contrasto in giunta perchè l´assessore alle Autonomie Locali, Pistorio, preme per accogliere, e dunque modificare, i punti contestati ma ha trovato subito lo stop di Crocetta che dice: "Andremo avanti. Difenderemo la legge davanti alla Consulta. Non abbiamo legiferato su materie di competenza statale. Abbiamo regolato i liberi consorzi che sono enti previsti nel nostro Statuto, che ha forza di legge costituzionale".

Due, ma molto qualificanti, i rilievi di Roma. L´Ars ha stabilito che, per l´elezione del presidente del libero consorzio o del sindaco metropolitano, la preferenza espressa dall´amministratore del capoluogo vale come quella del collega di un lontano comune del comprensorio. Criterio che, a parere di Palazzo Chigi, non tiene conto del criterio della rappresentanza. Seconda contestazione: il sindaco dell´area metropolitana, per il governo, deve coincidere con il sindaco del capoluogo e non essere scelto fra tutti quelli della Provincia. Un vero e proprio conflitto istituzionale dai risvolti incerti.


considerazione
27/09/2015 | 11.13.34
Peppe I.

Così sfuma per Crocetta il sogno di avere un gelese come sindaco di Catania e tutto il resto.


la farsa permanente
24/09/2015 | 17.11.38
eldiablo

La Regione siciliana è una farsa permanente, ma da un pezzo non fa più ridere a nessuno.