Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 915
PALERMO - 23/09/2015
Sicilia - Dure le reazioni dopo quanto accaduto in aula

L´Ars favorevole alle trivellazioni

Attacca a testa bassa il M5S Foto Corrierediragusa.it

L´Ars ha detto no al referendum abrogativo sulle trivellazioni. La consultazione tuttavia si farà lo stesso perchè con il voto favorevole della Sardegna è stato raggiunto il quorum previsto di almeno 5 regioni per proporre il referendum: Basilicata, Regione capofila, insieme a Marche, Molise, Puglia. Sul governo Crocetta è un´altra bufera scatenata dal M5S che accusa Pd e governo di essere asserviti a Roma. L´Assemblea regionale non ha raggiunto il quorum di 46 voti favorevoli (la maggioranza più uno dei parlamentari, pari a 90) per i due quesiti relativi all´art.38 dello "Sblocca Italia" e all´art.35 del decreto Sviluppo: il primo ha ottenuto 38 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti; il secondo 32 favorevoli, 15 contrari e 2 astenuti. Un voto che arriva dopo le tante polemiche sulle trivellazioni off shore nel Canale di Sicilia e una mozione votata proprio dall´Ars. Critici due parlamentari Udc, Mimmo Turano e Margherita La Rocca: "Oggi è stata scritta una brutta pagina della storia del Parlamento siciliano. Contrari ed assenti dovranno rendere conto ai siciliani dell´isolamento della nostra regione rispetto ad un tema delicatissimo come quello della difesa della nostra terra e del nostro mare. Resta l´amarezza per un voto che ci allontana pericolosamente dallo sforzo comune delle regioni di riaffermare con chiarezza il principio della leale collaborazione con lo Stato e il ruolo che esse hanno di presidio democratico e di governo del territorio".

Attacca a testa bassa il M5S che mette il Pd sul banco degli imputati: "Un gesto vile che porterà altri danni ambientali nelle nostre terre e nei nostri mari. Grazie a questo ignobile Pd, - aggiungono i 14 parlamentari regionali - la Sicilia sarà l´unica Regione a non opporsi alle trivellazioni. In giorni come questo - sottolinea il presidente della commissione Ambiente dell´Ars, Giampiero Trizzino - mi vergogno di essere siciliano. Non volevo credere ai miei occhi quando ho visto quasi tutti i deputati del Pd spingere il bottone rosso. Crocetta ed il Pd affossano i referendum. La Sicilia si genuflette a Renzi e ai petrolieri".

Il M5S ha poi reso noti i nomi dei deputati che hanno votato contro il referendum abrogativo: "Il presidente Crocetta, Alloro (Pd), Arancio (Pd), Barbagallo (Pd), Cracolici (Pd), Di Giacinto (Meg-Ps), Gennuso (Pds-Mp), Gucciardi (Pd), Laccoto (Pd), Lo Giudice (Pdr), Lupo (Pd), Malafarina (Meg-Ps), Marziano (Pd), Antonella Milazzo (Pd), Rinaldi (Pd), Ruggirello (Pd)".

M5S: "SICILIA GENUFLESSA A ROMA E AI PETROLIERI"
La mozione anti Monterosso si ferma sulla porta di sala d´Ercole. «Dopo essersi inginocchiato davanti a Renzi col «no» ai referendum – dicono i deputati del M5S all´Ars - il parlamento si genuflette davanti al segretario generale della Regione, impedendo all´aula di entrare nel merito della mozione che mirava a rimuoverla». «Prendiamo atto – dice il capogruppo Giorgio Ciaccio - che oggi la democrazia qui dentro ha conosciuto una delle pagine più nere della sua storia. L´aver soffocato il dibattito su una questione importantissima come la permanenza ai piani più alti della Regione di un soggetto condannato pesantemente dalla Corte dei conti in via definitiva non è certo un fatto per il quale i parlamentari potranno gonfiarsi il petto. Crocetta aveva il dovere morale di rimuoverla già dopo la condanna in primo grado, visto che la pronuncia della Corte dei conti è tutt´altro che una banale multa come il presidente stesso ha sostenuto».
«Sapevamo – continua Ciaccio – che la mozione non avrebbe avuto vita facile in aula, ma che fosse assassinata in culla non era scontatissimo, anche se con la maggioranza in espansione permanente effettiva che riscontriamo ogni giorno qui dentro per tenere in piedi un governo inesistente e insignificante, c´era effettivamente da aspettarsi di tutto. I siciliani ne prendano atto, finché il fulcro di ogni discussione saranno le poltrone e i rimpasti, per la Sicilia non ci sarà nessuna speranza. Tornare alle urne è l´unica soluzione».